Associazione Reiki Amore Universale (RAU)

tratto da Foglio di Collegamento n. 2/1998 dell’Associazione Informazioni su Cristo – Rubrica RELIGIONI e RELIGIOSITA’ NEL MONDOdi Laura Rossi

Reiki è una parola giapponese che significa “forza universale della vita” o “energia vitale”. Essa sarebbe la connessione tra rei (energia vitale universale) e ki (energia individuale).
Certamente avremo tutti, penso, già trovato qualche volantino di propaganda lasciato nei negozi o incollato sul vetro o sul muro di uno stabile. Si legge in uno di questi volantini: «Quando applichiamo il Reiki per la guarigione, esso agisce contemporaneamente sul corpo fisico, sulle emozioni e sulla mente portando alla nostra consapevolezza le cause della malattia e del dolore. Attraverso questo processo acquisiamo la consapevolezza di essere totalmente responsabili della nostra vita, possiamo quindi crescere verso la salute, la gioia e l’armonia.
Possiamo immaginare questa energia come un raggio di luce che, scorrendo dall’alto attraverso il corpo, dà armonia e vita rendendoci maggiormente consapevoli del nostro legame tra il cielo e la terra».

L’insegnamento della pratica del Reiki avviene in seminari o corsi di tre livelli ognuno dei quali dà maggior approfondimento.

Il fenomeno Reiki per ora è ancora difficile da capire a motivo dei pochissimi dati a disposizione. Non è ancora chiaro quanto ci sia di religioso o pseudoreligioso in questo fenomeno, perché da un certo livello in avanti l’indagine si blocca e tutto viene soffocato da una cappa di vera e propria omertà e strani silenzi.
Questa impressione l’ho sentita da chi cerca di capire e spiegare il Reiki e l’ho provata personalmente interrogando due masters (maestri) di Reiki e condivido quindi le riserve che si mettono su questa pratica circa la compatibilità con la fede cristiana proprio perché non è solo una tecnica di guarigione: essa implica un rito di iniziazione assumendo così le caratteristiche di religiosità.
C’è un articolo molto ben fatto e documentato sulla rivista Religioni e Sette nel mondo, giugno 1996, dedicato ai fenomeni New Age, da cui prendo alcuni spunti per spiegare il fenomeno.

La storia del Reiki: Mikao Usui.

Molto incerta e piena di contraddizioni è la storia di Mikao Usui, lo scopritore e primo maestro della tecnica Reiki. I reikisti cristiani si fanno forti circa la compatibilità col cristianesimo poiché dicono che Mikao Usui era cristiano. Le fonti lo dicono monaco giapponese, ma non è chiaro, da subito, a quale religione appartenesse.
Nel volume di Baginski-Sharamon, Reiki, l’energia vitale universale. Per l’autoguarigione, il trattamento dei pazienti, il trattamento a distanza del corpo, dello spirito e dell’anima, a cura di Giuliana Bernardi, Coll. Esoterika 3, MEB, Riviera Mussato Padova, 1994, pag. 27, si afferma che Usui era un insegnante (ma non si dice di che cosa) in una scuola cristiana di preti a Kyoto in Giappone, e si afferma anche che la sua vita era legata ad un monastero di Kyoto. Qualcosa di più sulla religione e sulla relativa scelta monastica di Usui ci viene detto a pagina 30 del libro, dove si racconta che la sua sepoltura avvenne in un tempio Zen a Tokyo. Questo, a buon diritto, fa pensare che Usui fosse sì monaco, ma un monaco Zen e non certo monaco cristiano come qualcuno al contrario vuol far credere.

Reiki, tecnica di guarigione.

Dalla sua origine il Reiki principalmente è definibile come tecnica di guarigione, potremmo definirlo come pranoterapia, ma i suoi cultori tengono ad affermare la diversità essenziale esistente tra chi pratica Reiki e il pranoterapeuta normale. Diversità data dal fatto che, mentre il pranoterapeuta utilizza una energia da lui già posseduta e che attraverso l’imposizione delle mani, trasmette al suo paziente, il reikista dal canto suo utilizza una Energia che però non è la sua, ma di cui egli, una volta attivato, diventa, per l’imposizione delle mani o l’uso dei simboli, solamente canale o vettore.

Iniziazione, riti sacri e cerimonie.

Per accedere ai vari livelli dei Reiki occorre compiere un vero e proprio itinerario di iniziazione che utilizza delle proprie cerimonie ritenute sacre e che il master compie sul discepolo.
Durante queste cerimonie di iniziazione il discepolo si trova per lo più da solo, o al massimo si è in due insieme con il master, e il discepolo deve partecipare ad occhi chiusi. «L’iniziazione è una cerimonia sacra, ed il contatto viene stabilito. Poiché abbiamo a che fare con lo Spirito Divino, non c’è errore, né dubbio: è l’Assoluto» (HARIPRIYA CATIA CANDITA, Guida al metodo Usui per la guarigione naturale, ed. Ist. Delle Motivazioni, Torino, 1992, p. 8).
Questa la testimonianza di una persona che ha partecipato a questa iniziazione: «…Ci dettero inoltre tutta una serie di insegnamenti di origine esoterica, diametralmente opposti alla dottrina cristiana: che cos’è la Nuova Era, la reincarnazione, i chakras, l’aura» (BERTANI ANNA, Che cosa è il Reiki, in “Presenza Cristiana”, n. 3 marzo 1995, p. 29). Reiki e New Age.

Risultano molto evidenti le connessioni esistenti tra New Age e Reiki. Il Reiki può benissimo essere considerata una propaggine del New Age; propaggine silenziosa ed astuta che si infiltra dappertutto, facendo forza su ciò che attualmente per l’essere umano conta più di tutto: la salute fisica.
“Noi siamo al limite di una nuova epoca, che potrà trovare la sua espressione nella creazione di nuovi valori della coscienza umana o che si affermerà sulla distruzione radicale delle vecchie strutture superate.
La decisione spetta a noi e noi troviamo sia incoraggiante il vedere come si diffonda sempre più l’interesse per le verità più profonde”(BAGINSKI-SHARAMON, Reiki, l’energia vitale universale. Per l’autoguarigione, il trattamento dei pazienti, il trattamento a distanza del corpo, dello spirito e dell’anima, a cura di Giuliana Bernardi, Coll. Esoterika 3, MEB, Riviera Mussato Padova, 1994, p. 19). Questa affermazione di un master reiki non fa che rafforzare la tesi della connivenza tra Reiki e New Age: sono i medesimi concetti.

Cristianesimo e Reiki.

Dopo questi brevi accenni si può affermare che, come già per il New Age, anche il Reiki risulta essere fondamentalmente inaccettabile per la teologia e l’antropologia cristiana.
Anzitutto è forte il contrasto con gli articoli di fede del credo, in particolare il concetto di Dio nel Reiki è ben altro che il Dio rivelato nella Bibbia AT e NT, dove Dio è un essere personale, trinitario non “Energia in divenire” ed Energia manipolante e manipolabile a piacimento da un operatore “attivato”.
Il New Age e anche il Reiki vogliono ridurre (nel senso di restringere) Dio alla parte più profonda di noi stessi, Energia Universale che fa vivere ed esistere, il dio in tutto che è Tutto (panteismo).

Manca ancora sul Reiki un pronunciamento ufficiale del magistero cattolico, tuttavia sono sempre più numerosi i vescovi e i teologi che si interrogano sul fenomeno. Il Reiki può essere uno dei tanti nuovi vangeli che si predicano oggi?
A questo proposito trascrivo un brano da un articolo di Raniero Cantalamessa apparso sul numero 21 di Notiziario ICCRS, 1995/4 dal titolo Gloria e potenza del Vangelo: «Si predica un altro vangelo anche quando si parla di liberazione spirituale attraverso la psicologia, l’uso di tecniche di meditazione orientale, di enneagrammi, il New Age e via dicendo. Sono tutti “deboli e poveri elementi di questo mondo” come li ha chiamati san Paolo, se paragonati alla potenza del vangelo. Servendocene corriamo il rischio di ritrovarci a pensare come i Colossesi, che ricercavano la salvezza nelle speculazioni astrali e che mescolavano sincretisticamente Cristo con altri spiriti e potenze. Come scrive l’apostolo Paolo: ‘Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo’ (Col 2,8-9).
Sembrano parole scritte per i nostri giorni. Oggi c’è una invasione di ritiri, corsi, esercizi spirituali tutti ispirati da questo vangelo riscritto dall’uomo.
Essi si concentrano infatti sull’«io»: autoconsapevolezza o autoconoscenza, auto-espressione, auto-accettazione, auto-giustificazione, auto-realizzazione o, in altre parole, l’affermazione e la realizzazione del proprio io anziché il rinnegamento di sé e l’abnegazione che stanno al centro del cristianesimo.
La salvezza, in un tale vangelo incentrato sull’uomo, proviene dal profondo dell’uomo stesso e Gesù è ridotto al ruolo di un ulteriore ingrediente da aggiungere al cocktail religioso.
Questo vangelo diverso nasce da persone che ritengono che sia possibile andare oltre la fede e oltre Cristo, come se potesse esistere qualcosa oltre la fede. ‘Sia egli maledetto! (anatema)’, dice Paolo. È un avvertimento colmo d’amore che significa: ‘Non abbiate niente a che fare con quella gente. Statene alla larga, separati da loro. È una apostasia da Cristo’ ».


ReiKi: La guarigione a costo dell’anima

di Hanspeter Nüesch – traduzione di Sandro Ribi

Il metodo di guarigione spirituale “ReiKi” ha avuto un’enorme successo negli ultimi anni. Nelle regioni germanofone ci sono già più di 5000 maestri che praticano l’iniziazione a nuovi guaritori ReiKi. La crescita di ReiKi è talmente esponenziale che perfino gli esoterici non ne sono più eccessivamente felici. […]

La ragione per questa rapida diffusione è dovuta soprattutto al fatto che ogni uomo e ogni donna può essere iniziato a questo metodo di guarigione in semplici corsi durante i fine settimana, e in seguito sono già in grado di applicare il metodo ad altri e a loro stessi. La maestra ReiKi Paula Hoven, che pratica a livello internazionale, parla di una “democratizzazione della guarigione e dell’autoguarigione” per mezzo di ReiKi – poiché oggi ognuno ha facilmente accesso alle forze spirituali di guarigione e alla “trasformazione spirituale”.

Fra i seguaci ReiKi ho incontrato delle persone estremamente amabili, che hanno il desiderio genuino di aiutare gli altri e di dar loro forza e amore per mezzo dell’energia ReiKi. Altri sperano di ottenere, attraverso ReiKi, l’energia necessaria per affrontare i problemi della vita. Molte persone che praticano ReiKi credono che l’energia di ReiKi sia come lo Spirito Santo, e che può esser messo in relazione con la fede in Gesù Cristo. Ciò che mi stupisce continuamente è il fatto che estremamente pochi si pongono domande riguardo ai fondamenti spirituali di ReiKi: “L’energia della luce deve esser positiva! Se aiuta allora sarà certamente buona!”

LA STORIA DEL REIKI

La riscoperta dell’energia ReiKi parte dalla ricerca di un monaco cristiano giapponese, Mikao Usui. […] Imparò lingue antiche e per anni, in diversi paesi, studiò vecchi documenti religiosi, fino al giorno in cui, in un convento Zen, trovò nelle versioni tibetane del Loto Sutra dei singolari simboli di cui non conosceva il
significato. Gli mancava soltanto l’iniziazione a quei misteri e anche in lui si sarebbero risvegliate quelle
capacità e forze. A questo scopo si recò su una montagna sacra e cominciò a meditare. Il 21° giorno cadde in una trance e gli apparve un’entità luminosa che gli mostrò e descrisse i rituali sacri, i simboli e i mantra. […]

Secondo Usui il sistema tradizionale ReiKi è suddiviso in tre gradi. “In pratica nel primo livello viene messo l’accento sul corpo fisico, e si lavora su un piano materiale. Nel secondo grado prevale l’aspetto mentale, qui si lavora soprattutto sul piano del corpo mentale. E nel terzo livello (grado di Master) l’accento va infine all’aspetto dell’anima… Con il grado di Master si ha accesso al piano astrale, il punto di trasformazione fra il mondo materiale e quello immateriale.”

L’energia vitale che permea l’universo viene trasmessa mediante imposizione delle mani sui chakra – secondo la tradizione taoista i centri energetici del corpo – e così il paziente guarisce oppure si ‘evolve spiritualmente’. Dopo l’iniziazione al secondo livello sono possibili anche trattamenti a distanza, inviando energia ReiKi alla persona assente. […]

“In profonda concentrazione, il guaritore pone le sue mani per circa dieci minuti sulla fronte della persona che ha bisogno d’aiuto. In seguito indirizza la sua attenzione su altre parti del corpo, utilizzando il concetto di attingere alla fonte di energia cosmica per poterla poi incanalare… Talvolta si utilizzano anche cristalli e pietre preziose la cui ‘energia guaritrice’ viene pure trasferita.”

IL SIGNIFICATO DEI SIMBOLI E DEI MANTRA

Come spiega una Master ReiKi l’energia che si cela dietro i suoi simboli?

“Tutto il sistema energetico di ReiKi è basato su otto simboli cosmici o universali… Questi attivano esclusivamente energie vitali universali di tipo olistico. I simboli universali compaiono in tutte le culture evolute. Chi, per esempio, visita il settore egiziano del British Museum, oppure il Museo Egizio a Berlino, se è già passato almeno al secondo livello riconoscerà sulle iscrizioni sepolcrali e sugli arredi dei templi i simboli appresi a partire dal secondo livello, per intero o almeno in parti…

I simboli universali ci portano sempre in contatto con i piani più elevati della coscienza. Essi attivano esclusivamente energia luminosa – un’energia vivente, non statica, irradiante – che manifesta le sue qualità di completezza, come gioia, saggezza, chiarezza o amore universale. Gli esclusivi simboli armonici e universali sui quali si basa ReiKi sono, secondo Carl Gustav Jung, ‘entità viventi’ continuamente in movimento, e nei confronti della nostra psiche possiedono – che ne siamo coscienti o meno – una determinata forza magnetica e un certo effetto.”

Andreas Dahlbert così riassume le funzioni dei simboli: “L’uomo ha ricevuto la forma dei simboli in dono da un altro mondo, o da un altro piano, al fine di potersi mettere in contatto con quel mondo, o quel piano.” […]

Che cosa dice l’insegnamento vedico induista riguardo ai mantra? “Un mantra non è una semplice formula, un’invocazione magica o una preghiera: è la personificazione di una divinità specifica. È la divinità stessa. Se uno si ripete molte volte il mantra… la potenza della divinità viene in suo aiuto. La forza umana viene così completata con potenza divina.”

Oggi molti esoteristi affermano che i mantra sono soltanto delle sillabe che possiedono una certa vibrazione energetica, e non di invocazioni a entità metafisiche. È un tentativo di attribuire a questo argomento un’apparenza scientifica.

Ma perfino Maharishi Mahesh Yogi, il fondatore della Meditazione Trascendentale, in una delle sue prime opere scritta in India – che oggi è stata provvidenzialmente eliminata dalla circolazione – mette l’accento sul fatto che, quando ripetiamo regolarmente un mantra, “richiamiamo una risposta da un altro mondo, richiamiamo l’attenzione degli dei – o entità superiori – che si trovano là.” Egli aggiunge ancora: “Tutta la scienza dei mantra o degli inni vedici deve servire alla relazione dell’uomo con queste entità superiori e alla loro comprensione.” Non ci sono parole più chiare per spiegarlo.

LA SORGENTE SPIRITUALE: IO SONO DIO E SALVO ME STESSO

Parlando con dei guaritori ReiKi ho sovente costatato che non si rendono quasi mai conto di ciò che avviene nel mondo spirituale nel momento in cui ci si mette a disposizione per incanalare l’energia ReiKi. Se diffondi luce e amore, dev’esser per forza Dio. Ma che cosa succede durante le iniziazioni?

“Durante il rito dell’iniziazione a Master, la natura e la consapevolezza di Buddha vengono messi a disposizione del nuovo Master, affinché le energie guaritrici ad esse connesse si possano risvegliare.”

Con ReiKi faccio continuamente crescere in me la natura di Buddha – o la natura di Cristo, che per la comprensione orientale è la stessa cosa!
“Dio, Cristo, Buddha – non importa il nome che dai alla personificazione della perfezione.” ReiKi diventa così una forma di divinizzazione dell’uomo. “Prendi coscienza del fatto che Tu sei… il Maestro della Tua vita e delle circostanze.” […]

La preghiera che si esprime prima di un trattamento con energia ReiKi avviene mentalmente o ad alta voce. Vi si esprime la richiesta di poter fungere da canale per ReiKi. “Lascio scendere le mie mani fino all’altezza del
cuore… L’unire le mani rivela l’unione delle mie parti Yin e Yang, dei miei lati di luce e di ombra.”

Nel cristianesimo si tratta di essere onesti e riconoscere la propria colpa (il “lato d’ombra”), chiedere perdono (e non “armonizzare”), e accettare il perdono nella fede nel Salvatore Gesù Cristo. ReiKi è una forma subdola di autoredenzione. Il perdono del peccato viene sostituito dalla “liberazione dei sensi di colpa”. La pienezza e la potenza dello Spirito Santo vengono sostituiti da legami con il mondo degli spiriti e dalle loro energie.

REIKI NON È COMPATIBILE CON LA FEDE IN GESU’ CRISTO

È fuor di dubbio che con ReiKi possano avvenire delle guarigioni. Ma la Bibbia ci vieta di entrare in contatto con gli spiriti del mondo invisibile e con angeli, non da ultimo per il fatto che molti di loro si sono allontanati da Dio per seguire Lucifero – non sono perciò più sotto la guida dello Spirito Santo e di conseguenza ci seducono.

La presidentessa dell’Associazione Internazionale ReiKi, la svizzera Master insegnante Doris Sommer, grazie all’aiuto dei simboli ReiKi per i trattamenti a distanza è riuscita a mettersi in contatto con il fratello defunto. Ecco che cosa dice riguardo al contatto con gli angeli:

“Tu stesso puoi creare un accesso interiore verso il tuo angelo. L’angelo si chiama anche Io Superiore, o Spirito Guida – negli ultimi anni si è però ritornati ad ‘angelo’… Tu puoi ascoltare direttamente la tua guida interiore – o, appunto, il tuo angelo. Se ti piacerebbe personificarlo con un nome, allora siediti, affidati a ReiKi per un po’ di tempo, poi chiedi semplicemente il nome all’angelo.”

In questo caso si tratta chiaramente di spiritismo, che è vietato dalla Bibbia. Esso porta alla dipendenza dagli spiriti o angeli decaduti che sono stati invocati. Gli angeli sottostanno all’autorità di Dio, e non accetterebbero mai di lasciarsi chiamare e rivelarsi in questo modo.

Perfino dei Maestri ReiKi nutrono crescenti dubbi sul fatto che con ReiKi vengano attivate esclusivamente energie buone, positive, e si chiedono se le energia incanalate siano puramente positive o se non abbiano anche dei lati negativi.

Eckart Warnecke, psicoterapeuta, istruttore mentale e Maestro ReiKi, nella sua introduzione al secondo livello ammette apertamente che nell’ambito delle esperienze negative la sua concezione del mondo è stata ampiamente scossa. Egli trae questa conclusione: “A che cosa serve ‘imballare’ tutto nella Luce e nell’Amore, e dimenticare che al tempo stesso delle energie oscure e distruttive ci pervadono inavvertitamente?”

La domanda fondamentale è quella dell’origine dell’energia cosmica ReiKi. Gli indiani parlano di Prana, i cinesi di Chi, i musulmani dei maghi Sufi di Barraka, i maghi cabalisti ebrei di Jesod, gli egizi di Ka. Altri, usano nomi scientificamente più altisonanti per queste forme di energia cosmica, come Od o bioenergia. Ad ogni modo si tratta sempre di energie del cosmo che si uniscono con noi per armonizzare e regolare la nostra energia umana e poter così sprigionare forze di autoguarigione.

È frequente che l’energia cosmica viene attivata invocando delle divinità o dei Maestri della gerarchia spirituale. È il neofita che più spesso richiede l’aiuto di queste entità. Le persone che egli usa come canale per le energie sovente non sono al corrente della sorgente spirituale dell’energia che ricevono.

Questo viene in parte nascosto “perché l’iniziando comunque non sarebbe in grado di comprenderlo”. La maggior parte dei Maestri ReiKi regolarmente insiste che ReiKi è ideologicamente neutro: “ReiKi è completamente indipendente dalla fede e dall’ideologia, sia di colui che dispensa ReiKi che di colui che riceve ReiKi. Da noi molti Maestri ReiKi sono cristiani… La pratica di ReiKi non trasgredisce nessun principio di fede a noi noto.”

Spero che le citazioni originali e i commenti riportati rendano evidente il fatto che l’ultima affermazione non corrisponde alla verità – perlomeno per quanto riguarda la fede cristiana basata sulla Bibbia.

Quando uno affida a Gesù Cristo la guida della sua vita e vuol vivere e servire con la forza dello Spirito Santo, è necessario che, nel nome di Gesù, rinunci a ReiKi e alle energie spirituali che stanno dietro ad esso.

Il Nuovo Testamento mette in guardia dal prendere contatto con le potenze cosmiche:

“Guardate che nessuno vi inganni con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione degli uomini e agli elementi del mondo e non a Cristo. Perché è in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità. E voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza” (Colossesi 2:8-10).