Associazione Soka Gakkai International

Tratto da: ANNA MARIA MELLI, Sètte e Nuovi Movimenti Religiosi in Italia e in Friuli, ed. Chiandetti, Roana di Rojale (Ud), 1998

Il Giappone sotto casa

Da 10 a 16 milioni è stimato il numero dei seguaci della Soka Gakkai (società per la creazione dei valori, uno dei tanti movimenti di origine buddhista in Giappone che risulterebbe perciò la “nuova religione” più diffusa nel mondo. In Italia i membri sarebbero intorno a diecimila ed ha fatto notizia la “conversione” ad essa di Roberto Baggio.

“Nuove religioni” sono chiamati in Giappone gruppi sincretistici di origine scintoista e quel filone del buddhismo che si rifà al monaco riformatore Nichiren (1222-1282)1. La Soka Gakkai rientra in questo filone e si caratterizza come movimento locale per la proclamazione della dottrina della “non-separazione fra religione e società”, che ha portato il movimento a fondare anche un partito politico, il Komeito, terzo, oggi, in Giappone2.

Origine e sviluppo

La nascita della Soka Gakkai si colloca negli anni Trenta ad opera di Tsunesburo Makiguchi (1871-1944), pedagogo giapponese sostenitore convinto della necessità di un’educazione ai valori, compresi quelli religiosi evidenziati in una delle scuole buddhiste Nichiren, la Nichiren Shoshu di cui la Soka Gakkai accoglie la tradizione religiosa.

Lo sviluppo del movimento però, avviene sotto i successori di Makiguchi, Josei Toda e Daisaku Ikeda che qualche studioso considera il vero fondatore della Soka Gakkai e che ha impresso al movimento una forza espansionistica sia in occidente che nella Cina comunista, accentuandone l’aspetto socio-politico e definendolo una salvezza profana.

Già Josei Toda, favorito dal desiderio di pace in un Paese smarrito e messo in ginocchio dall’atomica su Hiroshima e Nagasaki, aveva trovato ascolto in vaste aree della popolazione per gli ideali pacifisti ed i valori religiosi che la Soka Gakkai proponeva, al punto che il quotidiano “Seiko Shimbum” da lui fondato giunse ai 5 milioni di copie giornaliere e che il Komeito, partito fondato da Toda nel ’64 era il terzo partito giapponese. Ma Daisaku Ikeda successo a Toda nel 1968, unendo nel suo messaggio l’ideale pacifista e di amore alla natura con quello di “socialismo religioso” e salvezza dell’umanità, imprime al movimento una forza espansionistica eccezionale cui contribuiscono notevolmente una organizzazione quasi militare ed una grande attività propagandistica caratterizzata spesso da intransigenza e aggressività.

Dottrina

Fondamentali, nel pensiero religioso della Soka Gakkai, sono la credenza che il vero Buddha non è il principe Gautama, ma il monaco Nichiren (il Buddha storico ne sarebbe stato solo il precursore) e l’affermazione che la prima delle due sezioni della scrittura buddhista Sutra del Loto è la più importante. Tra i suoi insegnamenti troviamo pure il Karma e la reicarnazione, ma come evidenzia il Mayer3, più che di dottrina la Soka Gakkai è “religione dell’esperienza”.

Riguardo al Cristianesimo ci insegna che Cristo non avrebbe contribuito al valore sociale e avrebbe impedito ai fedeli di trovare la redenzione.

Le pratiche devozionali e la prassi

La principale pratica religiosa cui gli adepti sono tenuti è il canto quotidiano del daimoku “Nam Myoho Renge Kyo” (affermo la mia devozione alla legge mistica del Sutra del Loto) al mattino e alla sera davanti al “mandala” (figura sacra che favorisce la meditazione) Daigohonzon o a una sua riproduzione e la recita di una parte del Sutra del Loto.

Il Daigohonzon, uno dei 130 mandala preparati da Nichiren, darebbe al daimoku piena efficacia salvifica e taumaturgica. L’invocazione della legge Nam Myoho Renge Kyo è ritenuta capace di influire sia sulla condizione soggettiva della coscienza degli adepti, sia sulle situazioni oggettive dell’ambiente.

Il direttore generale della Soka Gakkai in Gran Bretagna ha scritto: “Che voi comprendiate più o meno il significato di Nam Myoho Renge Kyo…o qualsiasi altro concetto o teoria contenuti in questo libro, riuscirete comunque ad ottenere grandi benefici recitando questa semplice frase. È proprio come accendere una luce o premere il tasto di un computer pur se non si comprende la teoria che rende questi gesti efficaci”4.

L’invocazione della legge è ripetuta anche durante il giorno soprattutto quando si debbono affrontare difficoltà o compiti impegnativi. Essa procurerebbe benefici materiali spirituali e altruistici visibili o invisibili. Serve per ottenere denaro, per vincere la timidezza, per trovare una casa o lavoro o un partner, per migliorare i rapporti coniugali o sociali, per il successo agli esami o nella carriera, per guarire dalle malattie e per superare le difficoltà quotidiane.

Michael Fuss rileva5 che “conforme alla mentalità delle classi lavoratrici tra le quali il movimento recluta la maggioranza degli adepti, la dottrina si basa su una filosofia utilitaristica dei profitti come segno della perfetta salvezza”.

Altri impegni di rilievo per i membri sono lo studio delle opere di Nichiren, il pellegrinaggio al tempio di Taiseki-ji presso il monte Fuji — dove è conservato l’originale Daigohonzon — e le riunioni di gruppo mensili.

Il proselitismo o attività missionaria è un obbligo: esso è considerato come azione d’amore verso l’umanità e verso il mondo che, se accoglieranno il messaggio e proclameranno il diamoku, contribuiranno a por fine all’epoca di decadenza in cui viviamo — l’epoca mappo — e ad avviare un’era di pace, di giustizia, di integrità della natura.

Vario, tuttavia, è l’atteggiamento della Soka Gakkai circa la fedeltà dei propri membri alla religione di origine. In Giappone o in Paesi dove si è affermata, essa chiede agli adepti un impegno esclusivo. La “doppia appartenenza” è considerata inaccettabile ed essi debbono troncare il rapporto con la fede cui prima avevano aderito. In Europa, invece, o negli Stati Uniti si presenta tollerante: il messaggio verrebbe a migliorare, abbellire le altre fedi, non a sostituirle. In realtà, secondo studiosi come Wilson, Dobelaere, Mayer, più che di tolleranza si dovrebbe parlare di “gradualità”: nello stadio iniziale appare tranquilla la possibilità della “doppia appartenenza”, ma via via che l’adesione del “neofita” alla Soka Gakkai si fa più intensa, diventa anche sempre più esclusiva.

In questi ultimi anni, a partire dal 1991 i rapporti della Soka Gakkai con la scuola Nichiren Shoshu si sono fatti tesi e nel 1992 si è giunti a una vera e propria separazione: i monaci della Nichiren Shoshu accusano la Soka Gakkai di essersi allontanata dalla base spirituale e di essersi mercantilizzata; la Soka Gakkai a sua volta accusa i monaci di affarismo enorme sfruttando le offerte dei fedeli. In Giappone pertanto la Soka Gakkai, anche in seguito a scandali finanziari che ne hanno coinvolto il leader, appare piuttosto in crisi. In Occidente però, è ancora in fase espansionistica ed in Italia il suo trend rimane in ascesa.

L’Associazione Italiana Soka Gakkai (I.S.G.) è stata riconosciuta ente morale il 27 luglio 1987 e fa parte della Soka Gakkai Internazionale con altre organizzazioni di 135 Paesi nel mondo.

Organi ufficiali dell’Associazione sono il bimestrale Duemila-Uno, il mensile Il Nuovo Rinascimento e il quindicinale Newsletter.

Le attività si articolano in riunioni di studio e discussione sul pensiero buddhista, convegni, seminari. Istituzioni fondate dalla Soka Gakkai sono: la Soka University (di recente gemellatasi con l’Università di Bologna), il Min-on (Associazione concertistica) il Museo Fuji che promuove scambi artistici con i musei di tutto il mondo. q

1 Il monaco Nichiren si rifece alla tradizione del buddhismo mahâyana o “Grande Veicolo”, rivolto al benessere spirituale di tutte le persone e non dei soli monaci. Da questa corrente discendono anche il buddhismo Tendai, l’Amidismo, il buddhismo Zen. Tipica nella dottrina di Nichiren è l’affermazione che tutta la “legge” è racchiusa nel Sutra del Loto. Via di salvezza è pertanto la recita della frase: “Nam, Myoho Renge Kyo (=affermo la mia devozione alla legge meravigliosa del Sutra del Loto).

2 Tra le “Nuove religioni” che si ispirano a Nichiren, oltre alla Soka Gakkai, ci sono la Reyukai che enfatizza il culto degli antenati ed è molto attiva nel proselitismo e la Risokosei-Kai più moderata e tollerante.

3 MAYER JEAN-FRANÇOIS, “Nouvelles voies spirituelles en dehors de la tradition chrétienne en Suisse”, Schweizerische Zeit schrift für Soziologie / Revue suisse de sociologie, 3 (1990), p. 647.

4 DOBBELAERE KAREL, “La Soka Gakkai in Gran Bretagna” in Duemila-uno, n. 52, Roma, 1995, p. 4.

5 MICHAEL FUSS, “Il Buddhismo e le sue derivazioni”” in Sètte e Religioni n. 2, GRIS-ESD, Bologna, 1991.