Cerchio Firenze 77

di Laura Rossi

L’origine

L’esperienza del Cerchio Firenze 77 è legata all’attività medianica di Roberto Setti, nato il 7/11/1930 e deceduto il 29/2/1984. Particolarmente colpiti dalla prematura scomparsa del parente Ruggero, giovane di 25 anni morto tragicamente nel 1946, i familiari, che già avevano avuto in famiglia qualche precedente in tal senso, presero a darsi a sedute spiritistiche. Roberto Setti, fece la sua prima seduta all’età di 15 anni e mezzo. In un primo tempo prese a scrivere testi (in scrittura automatica) a nome del fratello scomparso, o di altri defunti legati per parentela, per lasciare progressivamente il posto a “entità sconosciute” che avrebbero allargato anche l’orizzonte delle comunicazioni in trance ad incorporazione (stato alterato di coscienza, in cui il medium parla con una voce diversa dalla sua, manifestando personalità “alternanti” e di cui poi non ricorda nulla). Dopo molti anni di tale attività, maturarono i tempi per allargare il giro delle persone coinvolte, e per iniziare a pubblicare i testi dei “messaggi”.
“Per una serie di motivi decidemmo di chiamare il nostro gruppo “Cerchio Firenze 77″. Il sette è il numero fondamentale del modulo del nostro cosmo – così ci avevano detto le Guide – Roberto, Luciana, Cerchio, Firenze sono parole di sette lettere, il nostro cognome è Setti, noi cinque della famiglia siamo nati in giorni di numero sette…Inaspettatamente, poi, il nostro primo libro – ed. Mediterranee – è uscito nel novembre del 1977″ (Oltre l’illusione, ed. Mediterranee, Roma, 1984).
Intensa attività editoriale, notorietà del gruppo, riunioni mensili aperte a tutti, collegamenti telefonici in diretta, con il giornalista Pietro Cimatti di Radio Firenze, che dava la possibilità di ascoltare la voce di Roberto Setti in trance, assumendo i toni dell'”entità François” (che sarebbe stato lo spirito disincarnato di François Broussais, medico occultista vissuto a contatto con Napoleone).

Dottrine del Cerchio Firenze 77

Visione panteistica del divino (All is One) come nella New Age.
I termini Dio, Assoluto, Coscienza Assoluta, Coscienza cosmica, Esistente, Infinita Presenza, Unità del Tutto, Uno, ed altri ancora sono presentati come equivalenti. La visione “teista” di un Dio personale e trascendente viene esplicitamente rifiutata, perché tacciata di antropomorfismo. La creazione come la presenta la Bibbia è categoricamente rifiutata perché verrebbe ad essere come un “quid” estraneo a Dio.
Il loro è un monismo panteistico importato dall’oriente, attraverso il filtro delle varie scuole esoteriche, con apporti di qualche filosofo occidentale, es. Parmenide che nega decisamente la realtà del divenire. “Importante è comprendere che nulla trascorre, diviene, ma tutto è. Noi esistiamo nel tutto e per sempre. Nulla trascorre o è perduto” (in Conosci te stesso? teoria e pratica dell’autoconoscenza e dell’autoliberazione, ed. Mediterranee, Roma, 1990).
Reincarnazione, evoluzione, karma per giungere all’identificazione con Dio.
“Ciò che semini raccoglierai, non dimenticarlo!”.

Negazione del male morale e inutilità di un “Redentore”.

“La colpa non esiste mai, mai, nel concetto di Karma. Nessuno è colpevole, nel senso che la vostra religione insegna. Si tratta solo di creature che non hanno compreso che devono fare quelle esperienze proprio per trascendere un loro particolare stato di coscienza” (in Conosci te stesso?…Le grandi verità ricercate dall’uomo, cit.).

Reinterpretazione esoterica delle religioni

Le varie religioni comparirebbero sulla scena della storia umana come diversi modi per appagare paure e ansie ancestrali dell’uomo, a cui le diverse fedi religiose costituirebbero un tentativo (iniziale e fanciullesco) di offrire una risposta.
Per l’origine storica delle grandi religioni vengono riproposti i miti teosofici dell’origine di tutte le civiltà della mitica Atlantide, a cui sarebbero seguite altre mitiche genìe, capostipiti dei popoli di cui abbiamo notizie storiche.
Nemmeno la fede ebraico-cristiana sfugge a questa riduzione in nome di una “sapienza esoterica” che esclude a priori ogni possibilità di Rivelazione divina; il Mosè biblico verrebbe reinterpretato come una sorta di santone, di guru, che dopo aver meditato e assorbito la sapienza dei sacerdoti egizi, avrebbe elaborato una sua propria dottrina, in cui Dio non viene nemmeno nominato e neppure trovano spazio le “leggi” che Dio avrebbe dato per mezzo di Mosé agli uomini.
Allo stesso modo Gesù Cristo non è il Salvatore e Redentore dell’umanità (che non ha bisogno né di essere salvata, né di essere redenta).
Gesù Cristo è un ennesimo guru che avrebbe aiutato gli uomini nel loro cammino evolutivo. I testi del Cerchio non arrivano a dire che il Cristo sia stato inutile, ma in ogni caso non lo ritengono indispensabile poiché le leggi cosmiche sarebbero state sufficienti a risollevare l’umanità dal ristagno morale; la missione di Cristo avrebbe solo accelerato un po’ i tempi. Non è tanto il Cristo “storico” che interessa, quanto il Cristo “esoterico” “La vera opera non è in ciò che gli uomini possono ricordare nella storia, non è nella fugura dell’uomo-Cristo, ma è oltre, sta al di là, in orizzonti a voi sconosciuti” (in Conosci te stesso, op. cit.).

“L’opera di Gesù Cristo è un’opera magica…

L’eucarestia è una di quelle formule, istituite da Cristo in forma proprio di cerimonia magica, che comunque e da chiunque venga pronunciata ha ugualmente riscontro… e quindi si tratta di un fatto veramente occulto” (Scuola del Cerchio Firenze 77, Dizionario del Cerchio Firenze 77, ed. Mediterranee, 1988, p. 67).