Chiesa Cattolica dei Siri Ortodossi di Antiochia o Comunità di sant’Antonio Abate (Gabriele Basmahdji)

Tratto da: Movimenti Religiosi Alternativi n. 27 – articolo di GIANCARLA PEROTTI BARRA – in ‘Dossier’ della rivista ‘Presenza Cristiana’

Introduzione

Quasi tutti i movimenti religiosi alternativi danno importanza alla figura del fondatore al quale vengono attribuite caratteristiche particolari che lo innalzano al di sopra di tutti. Questi movimenti che pongono al centro della vita e della comunità la persona o il messaggio del profeta o messia, possono essere qualificati ‘profetici’ o ‘messianici’.
In questi gruppi, anche se il profeta ha una funzione diversa dal messia, in realtà tale distinzione non è così netta: molti profeti già durante la loro vita sono considerati messia dai seguaci, senza attenderne la morte.
Non è intenzione fare una trattazione esauriente del problema; l’importante è sapere che tali fenomeni molte volte nascono ai margini del mondo cattolico o attingono da gruppi o fedeli cattolici, i quali, all’inizio hanno una doppia appartenenza che viene quasi sempre sollecitata, poi si ritrovano a rinnegare la propria fede. Sono gruppi che elaborano teologie peculiari, eterodosse, legate al miracolismo, a fenomeni suggestivi, allontanandosi così da quello che è il vero messaggio cristiano.
Uno di questi gruppi di origine recente è denominato dal suo fondatore “Chiesa cattolica ortodossa dei Siri di Antiochia”, oppure conosciuta più comunemente dai suoi seguaci come “Missione S. Antonio”. Ma, onde evitare confusione, perché non ha alcun diritto di richiamarsi alle chiese né siro-ortodosse, né siro-cattolica di Antiochia, né il fondatore ha alcun mandato per la sua attività missionaria da parte dei patriarchi delle chiese a cui fa riferimento, chiamerò questa sètta “Gruppo Basmagi”.
Il gruppo ha le caratteristiche di una sètta. Con il termine sètta viene definito quel culto o gruppo che è autoritario nella sua struttura, fa ricorso attraverso tecniche proprie a un controllo mentale, pratica una coercizione collettiva, ispira sensi di colpa.

Origine

Il suo fondatore si chiama Basmagi Gabriele, nato ad Aleppo in Siria il 20 maggio 1943. Attualmente è in Italia dal 1975 con permesso di soggiorno per motivi di turismo e commercio, ma da alcune testimonianze, per esempio un medico, anche lui originario di Aleppo, affermano che già dal 1969 era a Padova. Ha fondato un’associazione in nome della “Chiesa ortodossa dei Siri di Antiochia” insieme ad una tale di nome Francescone Vittorio Maria, sedicente vescovo napoletano ordinato illecitamente, che è stato denunciato più volte per truffa dalla autorità napoletana e risulta essere nominato presidente di amministrazione dell’associazione stessa.
Basmagi non è sacerdote cattolico, anche se ha avuto occasioni di celebrare con stratagemmi in chiese cattoliche. Da quanto assicura il Patriarcato di Antiochia sarebbe stato ordinato illecitamente da un vescovo siro residente in Brasile, nel 1989. Quindi la sua attività e le referenze alle chiese sopra citate è abusiva.
Risulta residente a Padova in Via Asolo 11, dove è stato sfrattato e ora ha fissato la sua nuova sede a S. Pietro in Gù (Padova) in un casolare di campagna. Ha contratto matrimonio civile nel comune di Padova il 13/04/1991 con Dal Soglio Ines di Schio, divorziata dal 1973. Gli adepti chiamano la signora Ines “suor Ines”.
Il Basmagi è intestatario di una ditta di importazione ed esportazione di accessori con sede in Aleppo, la Jaco e di una ditta di autotrasporti di cose per conto terzi sotto l’insegna di cooperative traslochi.

La dottrina

Dai suoi adepti è riconosciuto il Figlio dell’Uomo, di cui parla il libro dell’Apocalisse ai capitoli 1 e 19 che si riferiscono a Cristo risorto. Tale certezza dottrinale scaturisce dall’approfondimento che i suoi seguaci sono stati aiutati a fare dal Basmagi: è “colui che è il mandato, e che anche dalla sua vita e dalle sue opere traspare tutto questo”.
Fra le sue attività esorcistiche-miracolistiche, i suoi seguaci dichiarano che nel 1988 ha sconfitto e legato Satana. Nel 1989, con l’aiuto della mamma celeste, ha legato anche Beelzebul. Nel 1991 ha acceso il fuoco della Geenna e questo si è potuto comprendere con l’eruzione dell’Etna, e nello stesso anno ha iniziato a dividere le pecore dai capri, sostituendosi a Gesù. Parecchie volte ha profetizzato la fine del mondo: il 10 maggio 1996, a giugno 1996 ed infine nel 1999.
Fra i messia, il Basmagi può essere definito un “messia forte” e cioè fra quelli che si riconoscono Dio. I suoi adepti lo chiamano “Papy”; anche Dio Padre era chiamato “Abba”. Amministra i bettesimi in acqua corrente, celebra i matrimoni e i suoi riti durano parecchie ore, dal pomeriggio fino alle prime ore del mattino. Ha fatto proseliti insinuandosi in ambienti parrocchiali e gruppi di preghiera inducendo sacerdoti e fedeli in errore sulla sua persona.
Tra i suoi seguaci un ex religioso sacramentino Rosario Gozzo sospeso a divinis in data 01/05/1993 con decreto congiunto dell’arcivescovo metropolita di Fermo, mons. Cleto Bellucci e l’allora vescovo di Tronto-Ripatranzone-Montalto, Giuseppe Chiaretti. Gorro Rosario, assistente del gruppo del Rinnovamento dello Spirito, invitato a dissociarsi, inizialmente ha mostrato di farlo e poi ha rivelato la sua fedeltà al Basmagi fino a legarsi totalmente a lui. Sono intervenuti ripetutamente i suoi superiori, confratelli e amici per distoglierlo da questa sequela e per aiutarlo a rendersi conto di quello che stava avvenendo. Ma c’è entrato a “piene mani” e lo si ricava dalle lettere che ha scritto ai vescovi ed ai suoi confratelli e sacerdoti della diocesi di S. Benedetto del Tronto: “…sono passato nella chiesa cattolica dei Siri Ortodossi in Italia…ora non sono più sottomesso all’autorità dei vescovi romani e posso operare in tutto il territorio italiano…ho lasciato ogni istituzione umana per diventare discepolo di Basmagi, ho voluto uscire da Babilonia (la Chiesa di Roma) per non essere associato ai suoi peccati. Il Figlio dell’uomo è già presente in mezzo a noi (dice lui) io l’ho incontrato, ha un nome d’Uomo, Gabriele Basmagi, ma non è un uomo, è l’uomo dell’apocalisse, è l’angelo disceso dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano”.(!!)

Aspetti religiosi

Basmagi chiede sempre: “Chi sono io per voi?”. Per cui le persone sono convinte che è Gesù Cristo ritornato sulla terra. Dice sempre che si ripeterà la storia di Cristo: sarà quindi perseguitato, imprigionato, condannato e ucciso. Assomiglia perfettamente a Cristo, così lui afferma, la stessa statura, gli stessi capelli, lo stesso naso, la stessa barba. Esprime un odio profondo per la Chiesa cattolica, per i vescovi, cardinali, sacerdoti, persino verso il papa, accusandoli di celebrare “messe nere”.
Di conseguenza, chi è dentro si stacca gradualmente dalla Chiesa cattolica, smette di pregare (s. rosario), non va più a Messa, smette di ricevere i sacramenti perché è lui il salvatore, il liberatore dal male.

Aspetti economici

All’inizio accettava le offerte che, a dire dei fuoriusciti, non sono mai piccole; poi in seguito ha introdotto anche la decima delle entrate. I seguaci che vivono in comunità sono obbligati a versare tutto quello che guadagnano (assistenza ai malati, traslochi, ecc.) in una cassa appesa al muro dove c’è la scritta “pro-missionari”. Alle persone che danno offerte piccole in denaro fa suscitare sensi di colpa con esempi di altre persone.

Vita della comunità

Nel gruppo Basmagi gli adepti vengono isolati dalle famiglie, i loro ambiti personali vengono annullati da una vita comunitaria promiscua, gli sforzi fisici intensi, l’alimentazione scadente (minestre fatte con rifiuti di insalata, mai carne), digiuni prolungati, le tecniche suggestive, i continui annunci della fine del mondo e la mancanza di certezza di salvarsi. Bevono acqua benedetta dal Basmagi e portano con loro del pane azzimo che mangiano spesso per essere aiutati a vincere la stanchezza e a togliere la negatività. “Infatti si lavorava 12 ore al giorno, il cibo era molto scarso, si mangiava solo un po’ di minestra, mai la carne..Secondo Basmagi questa (la Chiesa cattolica) era la Sinagoga di Satana, i sacerdoti sono seguaci di Satana e nell’eucaristia dice che può esserci solo il corpo di Satana e quindi bisogna stare attenti….Ma non solo, dalla catechesi di Basmagi avevo conosciuto un altro Dio, un Dio non misericordioso, che non perdona più, stanco del suo popolo… Era quindi giunta l’ora del giudizio, l’ora di separare le pecore dalle capre, l’ora della fine e quindi la condanna per l’uomo. Io ero convinta che Basmagi era Gesù Cristo il Figlio dell’Uomo” (Testimonianza di Calvaresi Simona, giovane appena diciottenne, uscita dalla sètta di Basmagi, Corriere Adriatico del 23/01/1997).
Per le varie trasgressioni come disobbedienza al leader, fare di testa propria, dire le bugie, tirchieria, pigrizia, disordine, parlare frivolo… possono ricevere da Basmagi da 20 a 150 bastonate e al termine delle bastonate si canta “Purificami o Signore”!
La formazione degli adepti e del gruppo è affidata al Basmagi il quale, attraverso il “cammino” da lui definito come il detersivo necessario per pulire il corpo, li “catechizza”. Da lui personalmente è svolta anche una sorta di “educazione alla castità”, della quale alcune adepte uscite dalla sètta preferiscono non parlare. La scorsa estate una ragazza che si recava ogni settimana nella comunità S. Antonio Abate, per partecipare alle strane messe del Basmagi, appena ripartita per tornare a casa, si è suicidata, lasciando sul cruscotto della sua macchina un quaderno di salmi, una lettera indirizzata ad una sua amica, in cui l’invitava ad ascoltare tre cassette contenenti le registrazioni di alcune messe celebrate dal Basmagi (Il Mattino del 04/07/1996).

Siamo nella situazione già prevista da Gesù: Egli metteva in guardia dai falsi profeti e falsi messia che faranno segni miracolosi per ingannare anche quelli che Dio si è scelti (cfr. Mt
24,24). Un altro vangelo non c’è, sia anatema, sia maledetto chiunque annuncia una via di salvezza diversa da quella che io vi ho annunciato (cfr Gal 1,6-9).

Sappiamo che informare le comunità e metterle in guardia del pericolo che corrono non è sufficiente. Se vogliamo rimanere fedeli a ciò che crediamo e ai nostri principi che riguardano il rispetto della persona umana, rispetto della libertà religiosa, la fede nell’azione dello Spirito Santo che opera al compimento del disegno di amore di Dio su tutta l’umanità, dobbiamo cogliere questa sfida delle sètte e dei movimenti religiosi alternativi per rinnovarci in vista di una rinnovata efficacia pastorale, ma soprattutto, far sviluppare in noi e nelle nostre comunità lo Spirito di Cristo per raggiungerli nel Suo Amore.