Famiglia dell’Amore – I bambini di Dio

fonte CESNUR

Origini

Negli anni 1960 un movimento chiamato Jesus Revolution cerca di avvicinare gli hippies, particolarmente in California, al protestantesimo evangelico. Alcuni pastori assumono un atteggiamento intransigente verso la cultura del “sex, drugs, and rock’n’roll”, mentre altri limitano la loro ostilità alla droga, assumendo un atteggiamento più comprensivo sulla musica e la libertà sessuale. Questa seconda prospettiva è adottata da David Berg (1919-1994), che era stato pastore dell’Alleanza Cristiana e Missionaria prima di dirigere il Light Club, un caffè evangelico di Huntington Beach, California, affiliato alla parachiesa Teen Challenge. Nel 1968 i seguaci di Berg formano l’associazione Teens for Christ (il nome Children of God, “Bambini di Dio”, sarà coniato più tardi da un giornalista, e accettato con gioia dal movimento). Berg comincia a ricevere visioni e rivelazioni; lo stesso avviene per altri membri del gruppo, alcuni dei quali profetizzano per il 1969 un grande terremoto in California.

Il movimento – anche in risposta a opposizioni – si divide in tre gruppi che percorrono gli Stati Uniti e il Canada come missionari. Berg assume in quegli anni il nome profetico di Moses David. Nel 1970 i Bambini di Dio si stabiliscono in un ranch presso Thurber (Texas) che appartiene a Fred Jordan (1909-1988), predicatore dell’organizzazione Soul Clinic per la quale Berg aveva lavorato dal 1953 al 1965. La propaganda missionaria ha successo, principalmente fra gli hippie e altri giovani, e a partire dal 1971 l’organizzazione di Berg si diffonde in tutti gli Stati Uniti. La maggior parte dei membri si impegnano a tempo pieno, spesso suscitando l’opposizione delle loro famiglie che si organizzano nel gruppo FREECOG (Free Our Children from the Children of God, “Liberate i nostri bambini dai Bambini di Dio”), il nucleo storico dell’intero movimento anti-sette negli Stati Uniti. Originariamente le polemiche riguardano soprattutto lo stile di vita comunitario e la contestazione del “sistema” da parte dei Bambini di Dio. Nella seconda parte degli anni 1970 i Bambini di Dio introducono una notevole libertà sessuale (da cui è esclusa solo l’omosessualità maschile), un tema che insieme all’enfasi sul ruolo profetico di Berg e ai suoi contatti con il mondo degli spiriti suscita nuove furibonde controversie, cui seguono anche indagini di polizia. Dalla fine degli anni 1970 e fino agli anni 1990, i Bambini di Dio operano nella maggior parte dei paesi in semi-clandestinità.

Le controversie aumentano quando – prima, nel 1974, su piccola scala e quindi nel 1976 per l’intero movimento – Berg introduce il flirty fishing (“pesca amorosa”), un paradossale metodo di apostolato in cui giovani adepte sono invitate a servirsi del loro fascino come strumento di missione per sedurre uomini “bisognosi d’amore” (arrivando spesso – non sempre – fino al rapporto sessuale) e indurli a convertirsi (o anche, in alcuni paesi e periodi, semplicemente a contribuire con offerte in denaro o a spendere la loro eventuale autorevolezza a favore del movimento). Per i critici si tratta semplicemente di prostituzione: ma la situazione è più complessa, perché la lettura di numerose testimonianze mostra che le discepole di Moses David sono davvero convinte di vivere una genuina esperienza di sacrificio “spirituale” per la loro causa. Non mancano anche problemi interni: un certo numero di leader locali sono criticati per il loro autoritarismo.

Berg risponde nel 1978 con la “Reorganization, Nationalization, Revolution” (RNR), che decentralizza radicalmente il movimento. Ne segue una situazione di semi-anarchia, e di sperimentazione ancora più radicale. Nel 1981 con la Fellowship Revolution una struttura gerarchica comincia a essere restaurata. Il ritorno alla struttura delle “case” rende però ancora più frequenti gli esperimenti di “rivoluzione sessuale”, che raggiungono il loro apice intorno al 1982. In alcune delle “case” (non in tutte, e – secondo sentenze di tribunali che esamineranno queste vicende negli anni 1990 – neppure nella maggioranza) si verificano agli inizi degli anni 1980 episodi di molestie su minori, in relazione ai quali più tardi la dirigenza del movimento ammetterà di non avere sempre fissato regole sufficientemente chiare. Le accuse coinvolgono lo stesso fondatore e la sua famiglia.

Negli anni 1980 il movimento comincia inoltre ad avere problemi con una seconda generazione nata all’interno dei Bambini di Dio: due terzi della sua intera popolazione sono ormai composti da bambini e adolescenti. Alcuni degli adolescenti si rivelano “problematici” e sviluppano atteggiamenti che vanno da una generica ribellione a veri e propri casi di delinquenza minorile. In risposta, i cosiddetti “Victor Programs” sono avviati in varie località del mondo. La ricostruzione di questa esperienza è naturalmente diversa a seconda che provenga da ex-membri critici nei riguardi del movimento o da chi invece ancora ne fa parte. Risulta comunque da istruzioni scritte ai responsabili dei programmi che la rieducazione comprendeva periodi di isolamento e di silenzio forzato; in alcuni casi questi periodi si sono protratti oltre i limiti suggeriti dalle istruzioni e sono stati accompagnati da altre aspre misure disciplinari, tanto che in anni successivi la dirigenza di The Family ha ritenuto opportuno scusarsi pubblicamente per questi episodi, dopo avere posto fine all’intera esperienza dei Victor Programs negli anni 1990.

Nel marzo 1983 Berg pubblica Ban the Bomb! (“Metti al bando la bomba!”), un documento che mette fine alla fase più radicale della sperimentazione sessuale. Anche a causa della diffusione dell’herpes, la libertà sessuale è limitata ai rapporti fra membri adulti del gruppo, esclusi rapporti con minori e con persone esterne al gruppo. Alla fine degli anni 1980 – e ancor più dopo la morte di Berg nel 1994 e l’adozione nel 1995 del Love Charter (“Statuto d’Amore”), che fissa i diritti e i doveri dei membri e detta norme precise sulla sessualità – il gruppo (che ha nel frattempo assunto il nome prima di Family of Love, e quindi di The Family) ritiene che l’abbandono delle pratiche più controverse (flirty fishing compreso) permetta di uscire dalla clandestinità e di presentarsi nuovamente al pubblico. I movimenti anti-sette e, in alcuni paesi, la polizia riprendono però i loro vecchi fascicoli sui Bambini di Dio e procedono a un’ondata di arresti (in Argentina, in Spagna, in Francia, in Australia), a seguito dei quali i bambini – considerati vittime di abusi sessuali – sono spesso separati dai loro genitori. Benché i movimenti anti-sette e alcuni ex-membri mantengano le loro accuse, nel corso degli anni 1990 i tribunali, pressoché ovunque, dichiarano che i bambini non presentano segni di abuso sessuale e li riaffidano ai genitori.

Dopo la morte di Berg il movimento è guidato dalla sua seconda moglie, Maria, che ha sposato il braccio destro del fondatore, Peter Amsterdam. Nel 1996 nuove controversie circondano la Loving Jesus Revelation, pubblicata in sette parti, dove si prospetta una relazione personale con Gesù Cristo con caratteri marcatamente erotici. All’interno, The Family – che conta nel mondo circa diecimila membri a tempo pieno (charter members), residenti in oltre ottocento comunità, quasi tremila membri aggregati (fellow members), residenti in 554 abitazioni, e oltre 33.000 “associati” (other members) – ha piuttosto il problema di un affievolirsi dell’entusiasmo originario, cui nel 1999 cerca di porre rimedio con un movimento di risveglio chiamato Shakeup 2000.

In Italia l’attività dei Bambini di Dio inizia con una visita del fondatore nel 1971 e l’arrivo di un piccolo team missionario guidato dalla figlia Faith nel marzo 1972. Le prime conversioni di italiani entusiasmano il fondatore che in una delle sue lettere, “Arrivederci Roma” del settembre 1972, riferisce di una visione del cantante Mario Lanza (1921-1959; notissimo in America per la sua versione della canzone da cui è tratto il titolo della lettera) con le braccia allargate ad abbracciare la città di Roma. Nel 1973 è aperto un caffè a Roma (seguito da un altro a Milano) e nel 1974 una discoteca chiamata più tardi OK Club. Nel 1978 – quando i membri italiani sono circa trecento – una campagna di stampa contro la “setta del sesso” è lanciata da una giornalista romana che si è infiltrata nella discoteca di Roma e genera 142 articoli di quotidiano in un mese. Si muove anche la polizia, che nel 1979 fa irruzione nella discoteca e incrimina tredici persone accusandole di sfruttamento della prostituzione con riferimento al flirty fishing. Dopo una lunga istruttoria, il Tribunale di Roma assolverà tutti nel 1991, concludendo che il flirty fishing non può essere equiparato alla prostituzione perché le adepte, sia pure in modo deviante, perseguivano con la loro attività un paradossale “scopo umanitario”. All’epoca, il problema è peraltro ormai superato: il flirty fishing è stato abbandonato, e la maggioranza dei circa 250 membri italiani di The Family sono in missione all’estero (molti nell’Europa dell’Est). In Italia rimangono alcune piccole comunità che svolgono un’attività missionaria attraverso la distribuzione di videocassette, opuscoli, musica e poster.

Dottrina e pratiche

Nonostante le modifiche degli anni 1990, dottrina e pratiche di The Family rimangono distanti da quelle del protestantesimo evangelico – per non parlare del cattolicesimo – su diversi punti importanti, il che spiega il permanere delle critiche. Se l’insistenza sui doni dello Spirito Santo (profezia compresa) e su una visione premillenarista dei tempi ultimi imminenti è comune ad altri settori del protestantesimo evangelico o fondamentalista, unica in The Family è l’insistenza sul ruolo del fondatore come “profeta degli ultimi tempi” e sulle sue comunicazioni con il mondo degli spiriti. Cruciale per The Family – e per le relative controversie – è poi la Legge dell’Amore, intesa come superamento della “legge” vetero-testamentaria e instaurazione dell’amore come principio supremo. Da una parte, questo porta la maggior parte dei membri di The Family a vivere in comune in “case” e operare come missionari a tempo pieno, vivendo di carità. Dall’altra, il primato dell’amore comporta una notevole libertà sessuale.

Eliminato il flirty fishing e stabilite norme che vietano la sessualità intergenerazionale fra adulti e minori – nel corso di una causa che si è svolta in Inghilterra, l’attuale dirigenza di The Family ha ammesso che, su questo punto, il fondatore stesso aveva commesso l’errore di non fissare regole rigorose – rimangono la considerazione favorevole della masturbazione, il principio dello sharing (che permette rapporti all’interno del gruppo fra persone che non sono marito e moglie), e in genere una visione ampiamente positiva della sessualità all’interno ma anche all’esterno del matrimonio. In The Family, peraltro, una percentuale sempre più ampia dei circa diecimila membri è composta da membri di seconda generazione, già nati nel movimento, il cui atteggiamento è spesso sorprendentemente lontano dal ribellismo antinomico e tipicamente hippie dei loro genitori.

Come sempre avviene, le profonde modifiche introdotte nel corso degli anni non sono state accolte da tutti i membri con favore, e si sono determinati diversi scismi, alcuni dei quali si proclamano fedeli a un “messaggio originario” di David Berg che sarebbe stato tradito dallo stesso fondatore negli ultimi anni di vita e comunque dai suoi successori dopo la sua morte.

 Una sintesi in italiano sulla storia e le dottrine è quella di J. Gordon Melton, Dai Bambini di Dio a The Family, Elledici, Leumann (Torino) 1997. In lingua inglese, sui primi anni, si consulterà la bibliografia di W. Douglas Pritchett, The Children of God, Family of Love. An Annotated Bibliography, Garland, New York 1985; e lo studio di David Van Zandt, Living in the Children of God, Princeton University Press, Princeton (New Jersey) 1991. Importante è anche l’opera collettiva curata da James R. Lewis e J. G. Melton, Sex, Slander, and Salvation. Investigating The Family/Children of God, Center for Academic Publication, Goleta (California) 1994 (che comprende un capitolo di M. Introvigne, “The Children of God and The Family in Italy”, pp. 113-120). Cfr. pure James D. Chancellor, Life in The Family. An Oral History of the Children of God, Syracuse University Press, Syracuse (New York) 2000; William Sims Bainbridge, The Endtime Family. Children of God, State University of New York Press, Albany (New York) 2002.