Horus-Damanhur

Tratto da “La Salette” – N 4- Anno 66 – Luglio-Agosto 2000

di Raffaella Di Marzio

Origine

Damanhur significa Città della Luce, perché e dedicata al dio della mitologia Horus. E’ una comunità situata in Valchiusella, a Nord di Torino. Fondatore è Oberto Airaudi, nato a Balangero (Torino) nel 1950. Nel 1975 inizia la sua attività “spirituale” come leader di un circolo esoterico torinese : il Centro Horus di ricerche parapsicologiche. In questo centro egli tiene conferenze e corsi su telepatia, telescrittura, spiritismo, pranoterapia, scienze naturali, vite precedenti, ipnosi ecc. Nel suo pensiero, infatti, convivono elementi diversi: dalla teosofia alla spiritualità orientale e new age. Al primo Centro se ne aggiunsero altri in altre città, che erano considerati come “ambasciate” di Damanhur. Nel 1977 decide di fondare una comunità costituita inizialmente da un piccolo gruppo di persone. Nel corso degli anni la comunità ha superato i 400 membri stabili, ai quali si aggiungono saltuariamente migliaia di visitatori. Nel 1992 inizia una nuova fase nella vita della Comunità a causa dei problemi creatisi con la scoperta del Tempio costruito segretamente dai damanhuriani. A rivelare l’esistenza del “Tempio dell’Uomo” è un ex membro del movimento. Si tratta di un tempio sotterraneo scavato (senza alcun permesso edilizio) all’interno della montagna nel corso di più di un decennio, di cui nessuno, tranne gli abitanti di Damanhur, sospettava l’esistenza. Dunque, Damanhur è una comunità piena di segreti e i suoi abitanti sanno nasconderli bene. La Comunità montana della Valchiusella ne richiese la distruzione, ma gli abitanti di Damanhur riuscirono a raccogliere oltre centomila firme (tra cui quelle di molti studiosi) e riuscirono a salvare il loro tempio. Esso venne dichiarato “opera d’arte collettiva” dalla Sovrintendenza alle Belle Arti del Piemonte e trasformato opportunamente dalla comunità in meta di visite turistiche guidate a pagamento.

Struttura

Damanhur oggi è una federazione di comunità sparse nel nostro Paese che si riconoscono negli stessi principi socio-spirituali. La nazione di Damanhur ha tutte le caratteristiche di un Stato. Si fonda su una Costituzione nella quale si afferma che “La Popolazione si ispira agli insegnamenti di Oberto Airaudi, Fondatore della Scuola di Pensiero Horusiana e si impegna a rispettare e ad osservare tutte le norme della presente Carta. Dalla creazione di una Tradizione, di una cultura, di una Storia e di un’etica comuni nasce il Popolo”. Nella Costituzione è prevista per le coppie damanhuriane la programmazione delle nascite e, dal punto di vista strettamente finanziario, si stabilisce che “Tutti coloro che in ogni caso lasciano la Popolazione non possono avanzare alcuna pretesa di carattere economico nei confronti di essa e non hanno diritto a quanto in essa versato…”.E’ gestita attraverso i vari Ministeri, ha un gruppo di membri dirigenti (Guide), un Collegio di Giustizia per dirimere le questioni tra i membri, possiede una Banca e una moneta propria, svolge attività imprenditoriali, ha le sue scuole, dalla materna fino alla scuola media inferiore, ed anche una Università. Gode di una autonomia parziale anche per il riscaldamento e l’energia elettrica. A Damanhur esiste anche un sistema informativo interno con giornali e telegiornali e un sistema sanitario indipendente: le donne di Damanhur partoriscono in casa e i loro bambini possono anche non vaccinarsi. La medicina praticata è quella “alternativa” poiché si ritiene che essa rispetti maggiormente la natura e il corpo umano. In passato la Nazione di Damanhur si riconosceva anche in una formazione politica e alcuni cittadini damanhuriani hanno fatto parte dei consigli comunali di alcuni centri della zona.

Dottrina

La dottrina di Damanhur, che si inserisce a pieno titolo nel filone della New Age, è del tutto peculiare ed è, sostanzialmente, quella elaborata da Oberto Airaudi. Nella comunità, c’è una forte gerarchizzazione e dipendenza dei membri dalla struttura iniziatica che fa capo al leader. Tale caratteristica è perfettamente coerente con la sua personalità e con l’immagine che i seguaci ne hanno: egli è considerato una persona che ha ormai raggiunto livelli altissimi di spiritualità, è l’autorità spirituale in grado di guidare i suoi seguaci verso l’emancipazione dal ciclo Karmico.

La dottrina di Airaudi ( sintetizzata nel libro “La Via Horusiana”) è caratterizzata per la sua contraddittorietà, complessità ed eclettismo: essa include diverse ed anche contrapposte forme di pensiero, come quello junghiano, le tradizioni religiose esoteriche, pagane, magiche, rivestite talvolta anche di una parvenza di “tecnologia”. Un esempio di questa presunta “tecnologia” è quello dei “Viaggi nel tempo” che i damanhuriani effettuano e dei quali si parla ampiamente nel Sito Web della Comunità.

I damanhuriani definiscono la loro esperienza spirituale non una religione, ma una filosofia priva di dogmi e ricca di spinte verso la trasformazione e la continua ricerca. Tra i tanti aspetti interessanti di questa dottrina c’è, per esempio, quello della teoria della reincarnazione programmabile, secondo la quale i damanhuriani ritengono di essere in grado di programmare le proprie reincarnazioni con una operazione di “tecnologia magica”. Lo scopo di questa programmazione sarebbe quello di non interrompere con la morte il lavoro intrapreso precedentemente, ma continuarlo fino al conseguimento del fine supremo: quello di salvare il pianeta.

I damanhuriani, dunque, possono darsi appuntamento anche a distanza di millenni, possono reincarnarsi contemporaneamente in diverse forme di vita, possono produrre, con la magia, effetti nel mondo esterno senza che vi siano cause apparenti, superare religione e scienza unendole nella magia che è la forma più evoluta del sapere, possono creare con il pensiero modificando la realtà fisica, effettuare un “salto evolutivo” che rende il gruppo dei membri come una sola persona dotata di identità e coscienza propria e, in ultima analisi, possono diventare Dio.

A Damanhur la vita della comunità è scandita dai riti e ricca di simboli, a cominciare dal saluto che i cittadini si scambiano: “Con te” attuato congiungendo le mani in segno di preghiera. Ci sono riti dedicati a celebrare la fondazione della Comunità, quelli pagani dei solstizi e degli equinozi, una commemorazione peculiare dei defunti, danze sacre, l’uso del simbolo del fuoco, e una liturgia piena di simbologie esoteriche. Un settore particolare di questa ritualità si svolge all’interno del Tempio ed è ad esso indissolubilmente legata.

Il pensiero della Chiesa

Riduzioni che il New Age ha apportato ai grandi concetti del cristianesimo: “Le riassumo in sette punti: l’illuminazione interiore prende il posto della fede che è obbedienza di tutto il nostro essere a Dio; la liberazione del proprio potenziale creativo prende il posto della salvezza; la preghiera si trasforma in un viaggio nelle profondità dell’io; una “vaga armonia” con l’universo rimpiazza il richiamo concreto all’impegno sociale; la teologia è spodestata dalla psicologia o dalla teosofia; la rivelazione si trova più nel cuore della persona che nella storia; e,infine, tutte queste riduzioni-sostituzioni sfociano in un vago e ingenuo ottimismo. Questo potrà forse servire, come si suol dire,a “sentirsi meglio” per qualche tempo. Ma non certo a dare risposte valide a problemi tragici quali la sofferenza, la morte, e neanche a condurre all’amore, alla vera gioia, alla pace profonda” (Card. Paul Poupard, in Jesus, ottobre 1993, pp.118-119)

IN SINTESI

Contrario alla fede
Perchè il credente afferma

L’ omissione totale di un Dio personale La fede in Dio Trinità, unico Dio in Tre Persone
L’ omissione totale della rivelazione avvenuta attraverso Cristo L’ unica rivelazione ricevuta attraverso Cristo, via verità e vita
L’ inesistenza del mistero della redenzione scaturito dall’amore di Dio La sua salvezza operata attraverso il sacrificio di Cristo
La negazione dell’idea di giudizio dopo la morte L’ escatologia, il premio e la punizione dopo la morte
La negazione della missione salvifica della chiesa
La fede nella istituzione divina della Chiesa e dell’assistenza dello Spirito Santo su di essa


TRATTO da Foglio di Collegamento n. 3/1998 dell’ Associazione Informazioni su Cristo –
Rubrica RELIGIONI e RELIGIOSITA’ NEL MONDO
Articolo a cura di Laura ROSSI.

Damanhur , pochi forse sanno che cos’è . Damanhur è una comunità o meglio, una “Nazione” come la definiscono i damanhuriani. Sorge in Valchiusella, in Piemonte, a circa 40 Km. da Torino, nel verde canavese, incorniciata da un maestoso scenario alpino. Le comunità, ovvero le regioni o città che compongono Damanhur sono Damil, la capitale, poi Etulte, Tentyris, Valdaijmil e Rama. Il nome Damanhur è preso in prestito da una antica città egizia.

Fondata da Oberto Airaudi nel 1977, oggi la “Nazione di Damanhur” conta circa 400 cittadini residenti a tempo pieno e altri 300 che vivono nei dintorni e partecipano alle varie attività.

Damanhur è una comunità amalgamata da una visione spiritualistica, magico-esoterica incentrata sulla religiosità New Age, con una propria costituzione, un governo, una moneta (interna), una scuola privata (fino alla terza media), e parecchie aziende agrituristiche con produzione e vendita di prodotti tipici. Ha un quotidiano, un centro di studi di pranoterapia e medicina naturale (la “Libera Università di Damanhur”) dove si tengono diversi tipi di corsi tra i quali quelli di ipnosi, di magia acquariana, di ricerca delle vite precedenti. Si crede nella dottrina della reincarnazione che può avvenire anche in animali o vegetali per purificarsi dagli errori delle vite precedenti. Ma ciò che più colpisce i visitatori è il “Tempio dell’Uomo” costruito dai damanhuriani in 20 anni e tenuto segreto sino al 1992. Il “Tempio dell’Uomo” si trova scavato all’interno della montagna, è come una città sotterranea costituita da stanze collegate da cunicoli. Le sale sono dedicate alla Terra, Acqua, Metalli, Sfere, Specchi. Sono arricchite da metalli preziosi, da mosaici, da vetrate tiffany illuminate a giorno, da pitture e impreziosite da disegni tutti ricchi di simbologia attinta dalle religioni mondiali. Il collegamento tra le stanze ai diversi livelli rappresenta il viaggio che ogni essere umano compie dalla nascita alla morte e ancora, alla rinascita. Il Tempio è quindi un vero cammino iniziatico.

Ogni elemento e ogni particolare segue un codice preciso secondo un linguaggio segreto che risale a migliaia di anni fa (un damanhuriano da me interrogato mi ha detto che è la lingua di Atlantide).

Ogni stanza ha una sua funzione magica. Il Tempio è un laboratorio alchemico e un posto per la meditazione; il viaggio all’interno del Tempio vuole simbolicamente significare il viaggio all’interno del Sé.

C’è poi il Tempio all’aperto dove si svolgono cerimonie rituali, preghiere, esperienze medianiche, giochi, assemblee, evocazione delle forze cosmiche. Questo Tempio non è stato dedicato a una divinità in particolare e tutti gli dèi sono ben accolti per mettere in rilievo il clima di tolleranza del pluralismo religioso e filosofico. Tuttavia a Pan, un dio dell’antica Grecia, è riservato un culto particolare poiché indica le forze vitali della natura che ora sono compromesse dall’inquinamento ambientale.

Tutta la spiritualità di Damanhur, o meglio la “Filosofia dell’Uomo” come dicono i damanhuriani, è fortemente sincretistica, è una gnosi che si accompagna con tutte le credenze religiose e filosofiche dell’umanità. È possibile cogliere accanto ad elementi dell’antica religione egizia, altri elementi che provengono dalla mitologia classica, dalla religione celtica, dalle religioni orientali e anche dall’ambiente magico-esotero-occultistico. Spiegano i damanhuriani che ciò costituisce una ricchezza poiché l’individuo può immergersi nell’esperienza religiosa di tutta l’umanità al fine di scoprire e diventare Uomo (con la U maiuscola).

La Comunità ha regole ben precise per l’organizzazione della convivenza, per l’esecuzione delle varie attività, per tutti i rapporti con l’esterno. Le famiglie vivono in nuclei “allargati” cioè composti da più di una famiglia. Il “matrimonio damanhuriano” è un matrimonio a termine, a seconda della decisione della coppia, che può essere rinnovato e che si può contrarre anche via internet (!) compilando un apposito modulo che compare sullo schermo (con tanto di testimoni, mentre cerimonia e formula sono lasciate alla libera iniziativa della coppia).

Ancora un particolare insolito nei N.M.R., ma comprensibile nell’ambiente New Age, è l’acquisizione di un nuovo nome (generalmente due: uno di animale e l’altro di vegetale). Il significato del cambiamento del proprio nome con quello di un animale è quello di collegarsi con la razza animale, imparare a riconoscerne dentro di sé le caratteristiche e diventarne il rappresentante simbolico. Lo stesso vale per il nome del vegetale: è la ricerca di un contatto finalizzato all’identificazione con gli altri elementi del pianeta cioè di un respiro comune con la natura a cui siamo debitori della vita.

Da due interviste che sono riuscita ad ottenere, ho capito che se Damanhur riesce a esercitare un certo fascino, è perché fa leva sui diffusi, ma disattesi bisogni del sacro presenti nell’animo umano; sul desiderio di appartenenza a una comunità coinvolgente che impegni la persona in tutte le sue capacità e poi, soprattutto per chi proviene dal cristianesimo; sulla mancanza assoluta di conoscenza dei fondamenti della fede cristiana (sono persone che hanno ricevuto il battesimo, ma non sanno nulla della fede cristiana, se non ciò che crea obiezioni a cui nessuno ha dato loro una risposta come ad esempio il problema del male degli innocenti, risolto lì con la teoria della reicarnazione). Probabilmente queste persone, pervase da un profondo bisogno di identità, se avessero incontrato una comunità cristiana accogliente e preparata, istruita e disposta al dialogo richiesto da una pre-evangelizzazione, avrebbero trovato nella Chiesa il loro posto ideale.

A Damanhur sia la teoria (credenze sincretistiche), che la prassi (specialmente il modo di intendere il matrimonio) sono inconciliabili con la fede cristiana. Per evitare il crearsi di confusione tra i cattolici, nel 1992 il Vescovo di Ivrea Mons. Luigi Bettazzi, nella cui diocesi sorge Damanhur, dichiarò che “quanti consapevolmente entrano a far parte della comunità, automaticamente escono dalla comunione con la Chiesa Cattolica e sono da giudicare non più cristiani”.