Fraternità Bianca Universale

tratto da “Le nuove Religioni” di Massimo Introvigne pag. 288-289

La Fraternità Bianca Universale riprende l’idea teosofica dei Maestri e insieme l’idea indiana della necessità di un guru (“senza un maestro, io sono zero”, dichiara il suo fondatore), ma si inserisce anche in una tradizione specificamente bulgara. La Fraternità nella sua forma attuale è stata fondata in Occidente dal bulgaro Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986), ma vuole essere una continuazione dell’organizzazione dello stesso nome fondata nel 1901 in Bulgaria dal Maestro Peter Deunov e da lui diretta fino alla sua morte nel 1944. Aïvanhov incontrò Deunov nel 1917 nella residenza sorvegliata di Varna, dove viveva a causa dell’ostilità del governo bulgaro e della Chiesa Ortodossa locale. Secondo l’attuale Fraternità Bianca Universale, nel 1937 Deunov – prevedendo le rovine della guerra – avrebbe inviato Aïvanhov in Francia per salvare il suo insegnamento e per diffonderlo nel mondo. Non mancano tuttavia, soprattutto nell’emigrazione bulgara, discepoli di Deunov che non riconoscono l’autorità di Aïvanhov e sostengono che quest’ultimo ha introdotto modifiche sostanziali nel pensiero originario del loro maestro. Negli anni Venti e Trenta Peter Deunov aveva raggiunto una notevole popolarità in Bulgaria, richiamandosi non solo all’interesse per l’Oriente, ma anche alla persistente influenza di leggende locali e alla tradizione, apertamente rivendicata, dell’eresia medioevale dei Bogomili. Aïvanhov ha insistito sull’importanza del contatto con il Maestro e sull’idea di fraternità, più importante della libertà e della stessa scienza. Tra Dio e l’uomo vi è tutta una gerarchia di Maestri che (compreso Gesù Cristo) rimandano non a se stessi – come credono talora le religioni – ma a Dio e alla sua opera cosmica, che è una grande emanazione (nella cui descrizione sono evidenti influenze della Cabala ebraica).
Aïvanhov si è scelto come Maestro, in particolare, il Sole che “non è Dio” ma “è un Maestro: come un Maestro, risponde a tutte le domande che gli vengono poste sulla nascita, la morte, la reincarnazione, l’amore, la bellezza, la vita eterna” (così Agnés Lejbowicz, Omraam Mikhael Aïvanhov, le Maître de la Grande Fraternité Blanche Universelle, Éditions Prosveta, Fréjus 1982, p. 99). Il lavoro del discepolo consiste nel “decifrare” le manifestazioni del Sole, preparandosi attraverso lo hrani yoga, che nell’epoca presente è superiore a tutte le altre forme di yoga e del resto permette di reinterpretarle, così come permette di reinterpretare tutte le grandi tradizioni dell’esoterismo orientale e occidentale. L’orientamento “solare” guida tutta la vita e l’attività della Fraternità Bianca Universale: così assume importanza l’assistere (fin da bambini) all’alba, e la civiltà futura verso cui guidano gli insegnamenti del Maestro sarà una “civiltà solare”. Dopo una vita non priva di momenti difficili (sospettato di spionaggio a favore del governo bulgaro fu persino incarcerato in Francia, poi riabilitato nel 1962) e una lunga serie di viaggi in tutto il mondo, Aïvanhov è morto nel 1986. La Fraternità, che si è diffusa in numerosi paesi del mondo (Italia compresa), non sembra alla ricerca di un nuovo Maestro, ma si impegna soprattutto nella traduzione, diffusione e meditazione dei discorsi di Aïvanhov, che non ha mai voluto scrivere nulla, ma le cui parole sono state fedelmente trascritte dai discepoli.