Kabbalah

TRATTO dal settimanale CORRIERE di SALUZZO del 16 luglio 2004 – pagina Società e Cultura

a cura di Laura ROSSI

Da un po’ di tempo, il misticismo ebraico in versione New Age è al top delle mode americane. Madonna, Britney Spears, Demi Moore, Paris Hilton e altri nomi dello spettacolo frequentano il Kabbalah Center di Los Angeles. “Tutto quello che il tuo rabbi, o prete, o sciamano, o lama, guru o istruttore di aerobica non ti ha mai detto.” Sono le parole dell’invito a frequentare i corsi per essere introdotti nell’antica saggezza della Kabbalah. Figura leader del movimento – che in poco tempo ha già migliaia di iscritti – è il colombiano dal nome iniziatico di Samael Aun Weor (1917-1977), autore del libro Manual of Practical Magic, Manuale di Magia Pratica, che costituisce il testo principale del gruppo. Gli elementi dottrinali di questa Kabbalah sono attinti dalla teosofia, dallo spiritismo, dalla magìa, dall’astrologia.
Il tirocinio di apprendimento dura quattro anni. Durante i corsi si vestono tuniche bianche per catturare l’energia positiva della luce e per tutta la vita si porta, legata al braccio, una cordicella di colore rosso per deflettere la forza distruttiva del malocchio. Si fanno corsi di meditazione per scoprire le leggi fisiche e spirituali che governano il cosmo e lo spirito umano, per ristabilire l’ordine dal caos e rispondere alle domande ultime dell’esistenza.
Il movimento promuove anche iniziative umanitarie come, al momento, il ‘progetto Asia’ raccoglie fondi per fornire acqua potabile alle popolazioni colpite dallo tsunami.

Questa nuova Kabbalah è la versione riveduta e corretta di quel corpo di dottrine filosofiche e teologiche ebraiche di ispirazione mistica elaborato in Palestina e, più tardi, in Europa nel XII° secolo, da rabbini che si consideravano depositari della tradizione più antica e specialmente dell’autentica interpretazione della Bibbia. Gli intenti del kabbalismo erano volti a rivelare, tramite l’interpretazione dei caratteri e dei numeri, l’unità mistica con Dio e il messianismo terreno per cui non solo ogni lettera o parola della Torah nascondeva un significato misterioso, ma anche tutte le cose create avevano un valore simbolico. La spiegazione dei simboli e tutto il corpo dottrinario kabbalistico avveniva in una sintesi di dottrine giudaiche, persiane, egizie con alla base filosofie neoplatoniche e gnostiche. Insomma una scienza molto complessa, al tempo stesso razionale e occulta, descrittiva e intima, dove l’aritmetica si poteva coniugare con l’esperienza mistica.
Rabbi Byron Sherwin, che ha studiato la Kabbalah per ben 35 anni, afferma che per comprendere questo sistema di interpretazione senza possibili distorsioni, è necessaria una approfondita conoscenza della Bibbia, del Talmud, della legge ebraica e della filosofia. Si può immaginare allora quanto il puzzle di credenze gnostiche, magiche ed esoteriche della Kabbalah in versione New Age possa far sobbalzare gli intellettuali custodi dell’autentica filosofia e del misticismo ebraico.