Libera comunità degli apostoli della fede

fonte del documento GRIS (Battista Cadei)

Fondazione

Il movimento ha inizio a Roma nel 1936 con Basilio Roncaccia (+1959) “…per far rivivere il vero cristianesimo” (che la Chiesa avrebbe adulterato) e si è diffuso in varie zone d’Italia fra cui la Lombardia e più ancora il Veneto. L’attuale guida, per il Nord Italia è Rino Celin (nato nel 1923) residente a Torre di Padova. Non sappiamo se c’è relazione con altri seguaci di Basilio Roncaccia, che in altre parti d’Italia fanno riferimento a Luigia Paparella (deceduta anni fa) e a Rina Menichetti.

Dottrina e prassi

La Libera Comunità degli Apostoli della Fede si presenta come un movimento di cristianesimo radicale e perciò attrae persone che vogliono andare oltre una vita cristiana mediocre e incline al compromesso.

Movimento di matrice cattolica può apparire come un gruppo di spiritualità e devozione ispirato alla Scrittura e rispettoso del magistero della Chiesa. Ma chi osserva attentamente, non tarderà a notare una forte ambiguità: accanto a una pratica cattolica, e ad un’ asserita obbedienza alla Chiesa, c’è un insieme di dottrine e di indicazioni che conducono lontano dall’ortodossia. Ritengono che la Chiesa Cattolica sia corrotta e affermano che il Signore ha chiamato gli Apostoli della Fede a sostituirla, formando una Chiesa ‘spirituale’. Il riferimento alle Scritture è limitato quasi solo ai Vangeli e ad alcuni capitoli della Genesi. È assente il concetto di lettura ecclesiale della Bibbia. Di fatto le loro ‘autorità’ sono altre.

1. Anzitutto la guida Rino Celin di Padova, il capo carismatico che si dichiara in relazione diretta con Dio Padre: la sua autorità è superiore non solo alla Chiesa, ma in certi casi, anche al Vangelo. Sostiene infatti che lungo il corso dei secoli vi sono stati introdotti errori e manipolazioni.

2. Gli Apocrifi vengono usati sotto banco, ma di fatto hanno lo stesso valore e talora addirittura sostituiscono i libri canonici, che secondo loro tacciono o nascondono certe verità. I vangeli apocrifi sono citati come avessero la stessa autorità della Bibbia.

3. La Teosofia di Rudolf Steiner, le rivelazioni di Krishnamurti, le comunicazioni medianiche di Jakob Lorber, di Max Seltmann, di J. Krishnamurti sono testi familiari agli Apostoli della Fede, e fanno parte delle loro basi dottrinali

C’è in essi una presunzione di infallibilità: “L’opera è di Dio e non può sbagliare” dichiara categoricamente l’opuscolo che presenta il movimento. Perciò in caso di divergenza dottrinale o disciplinare, si attengono a quanto indicano i loro dirigenti che costituiscono una specie di gerarchia parallela e superiore a quella ecclesiastica. In un loro scritto si fa dire a Dio stesso: “Dovete rivolgervi via dalle chiese di pietra e dai sacerdoti”.

In campo dottrinale risalta una visione gnostico-panteistica della divinità: “Io sono” viene interpretato nel senso che: nel mio “io” profondo scopro Dio: è la scintilla divina che tende all'”io Sono” (ri-identificandosi con Dio)

L’anima è l’io inferiore (parte decaduta che deve risalire). Le anime sono spiriti preesistenti, caduti nella materia; più che esorcizzati, vanno “esiliati”, ma hanno la possibilità di evolvere, redimersi, smaterializzarsi. Più che di reincarnazione, si parla di preesistenza. Di reincarnazione si parla solo in alcuni casi (es. Giovanni Battista è reincarnazione di Elia).È comunque presente la dottrina induista del karma (=ogni colpa va espiata e pagata: chi ignorantemente sbaglia, ignorantemente paga). Il corpo materiale è un vestito: l’anima cambia diversi vestiti fino a quando ha eliminato completamente la materia.

Anche in campo morale, rituale e disciplinare ci sono cose che portano lontano. Sebbene si raccomandi la partecipazione ai sacramenti, ad un’analisi appena più attenta risulta evidente il rifiuto dell’economia sacramentale e della salvezza cristiana. I sacramenti sono raccomandati o permessi a coloro che sono ai primi passi, ma l’Opera della Missione Divina supera i sacramenti, i quali — essi affermano — non sono di istituzione divina.

Nell’Opera si parla solo di fede, di azione diretta o di doni di Dio nelle anime. “È bene ricordare che non ci sono riti nella Missione Divina, ma solo fede, dialogo e opere conseguenti” si legge in “Libera Comunità…” a pag. 9. Quando si parla di confessione e di comunione (sacramentali per i cattolici e spirituali per i provenienti da altre religioni) si intende parlare della comune-unione che ogni uomo deve cercare di stabilire con Dio Padre, dopo essersi purificato con un sincero pentimento dei suoi peccati. La confessione non è di istituzione divina (così ha rivelato medianicamente lo spiritista J.Lorber); e di fatto non viene da essi praticata.

La comunità

Gli Apostoli della Fede devono dedicarsi ad una vita semplice ed essenziale, tramite l’attività agricola, nel rispetto della natura, in fattorie comunitarie, mirando a un ideale di “autosufficienza”. Tutti, anche i ragazzi sono invitati a non oziare e a non perdersi in cose futili o frivole. Per essere ammessi al gruppo occorre superare un tirocinio che può durare anche cinque anni. La Comunità è presentata come imitazione di Gesù e impone il primato assoluto dell’impegno nella comunità stessa, sino a sacrificare i doveri familiari e la propria vicenda umana. Il Consiglio degli anziani, formato da tre apostoli, dura in carica tre anni.

Si fanno corsi, riunioni frequenti. Si sottolinea che in nessuna parte del mondo si forniscono conoscenze di questo livello. I metodi di aggancio di Missione Divina sono riservati e soft, ed i primi contatti avvengono dietro presentazione di qualche adepto.

La purificazione avviene anche attraverso il cibo. Siccome ritengono che tutto è animato, impongono il regime vegetariano. È vietato bere vino o altri alcolici. Del resto, quello del miracolo di Cana non era vino: Gesù trasformò “l’acqua della natura in una nuova sostanza simile al vino”.

La donna è femmina finché non imita Maria, madre dei viventi. Il rapporto coniugale, anche tra sposi, è sempre peccato. Per questo motivo rifiutano il matrimonio religioso: “La Chiesa induce alla prostituzione”. Il matrimonio vero è l’unione dello Spirito con l’anima individuale. Sono ammesse e consigliate le affinità spirituali fra due persone. Se i coniugi vivono in maniera spirituale potrebbero giungere a generare “figli di luce” senza atto sessuale.

 

Il carisma delle guarigioni

Dio è medico e medicina. Se guarisce l’anima, guarisce anche il corpo. Tutte le anomalie o imperfezioni sono il risultato di peccati da pagare. Infatti tutto si paga: con pesi, croci o malattie. Di conseguenza si rifiutano visite e terapie mediche, perché “il medico fa entrare nel regno della morte”. Sono contrari alle vaccinazioni dei bambini e agli interventi chirurgici che rompono l’equilibrio spirituale di una persona, poiché ad ogni organo corrispondono centri spirituali che verrebbero distrutti da tali interventi.

Punto di vista cristiano e pastorale

È un movimento apparentemente cattolico che attira per il suo radicalismo, l’ecologismo e il vegetarianismo, per l’illusione di comunicare un sapere e una condotta superiori, oltre al fascino del dono delle guarigioni. Sostiene la doppia appartenenza la quale però si scontra col fatto che insegna cose che sono certamente contro la fede cattolica.

Punti inaccettabili o ambigui di questa comunità

La lettura della Parola di Dio non si attiene al duplice principio del contenuto storico-letterario (per evitare il fondamentalismo) e dell’ecclesialità (per evitare letture eretiche).

Ammettono l’autorità di testi apocrifi, teosofici, panteisti, gnostici. Tali testi vengono di fatto consigliati ed usati.

Gesù Cristo è visto come una méta interiore da sviluppare e raggiungere: progredendo interiormente attraverso la fede e l’amore, realizziamo in noi lo spirito cristico.

Hanno in mente una Chiesa pura, spirituale, basata sulla sola fede, in cui gli iniziati, i ‘perfetti’, essendo in relazione diretta con Dio Padre, possono fare a meno dei sacramenti. Questa ‘deificazione’ avviene attraverso un cammino di tipo gnostico: uscire dalla materia, in sé peccaminosa, per riunirsi, imitando Gesù, al divino che è sepolto nel profondo dell’io.

Evidentemente fuori dell’ortodossia è il divieto di rapporti sessuali tra coniugi (era tipico dell’eresia càtara).

Inaccettabili sono i concetti di karma, reincarnazione e conseguente vegetarianismo obbligatorio.

Il Celin è contro i filosofi e i teologi per il loro linguaggio ‘difficile’, però non manca di fare sfoggio di espressioni e concetti esoterici, teosofici, antroposofici, psicocibernetici e tiene corsi per iniziati.

Ci pare legittimo chiederci quanto spazio di libertà interiore viene lasciata ai membri della comunità.

È da criticare l’ambiguità con cui mascherano sistematicamente il loro giudizio negativo sulla Chiesa in se stessa.

Per un discernimento vale la pena di citare almeno i seguenti passi della Parola di Dio:

“..Vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità” (1 Tim 4,1-5).

“…Allora risuonò una voce che gli diceva: ‘Alzati, Pietro, uccidi e mangia!'” (Atti, 10,9-15).

“..Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Rm 14,17).

“…Orbene, se anche noi stessi o un angelo del cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” (Gal 1,8).

Bisogna peraltro lamentare una certa confusione ingenerata dal fatto che non mancano sacerdoti e religiosi che li additano come cristiani modello e vanno a celebrare da loro la Messa (il Lunedì di Pasqua si riuniscono a migliaia — secondo una certa ‘rivelazione’ Gesù non è risuscitato la domenica di Pasqua, ma il lunedì seguente).

 

(Tratto da: Movimenti Religiosi Alternativi n. 31 (articolo di BATTISTA CADEI), in ‘Dossier’ della rivista ‘Presenza Cristiana’).

 

DOCUMENTI DEL MAGISTERO sulla Libera Comunità degli Apostoli della Fede

1. L’Osservatore Romano del 22-23 settembre 1952, pubblicò in prima pagina il seguente monito:

E’ sorto da qualche tempo in Roma un movimento con denominazione di “Apostoli della Fede”. I promotori, vantando straordinari poteri di guarigione, cercano di diffonderlo anche in altre diocesi d’Italia.I principi e la prassi di detti ‘Apostoli della Fede ” sono in parecchi punti in contrasto con la dottrina della Chiesa.

Pertanto le competenti Autorità Ecclesiastiche mettono in guardia i fedeli, affinché non aderiscano a tale movimento, e invitano ad uscirne coloro che vi siano stati comunque attratti.

 

2. Curia Vescovile della Diocesi di Padova

Padova, li 12.8.1989

M. R. Signore,

Le comunico che la setta denominata “Missione Divina” fondata dal sig. Rino Celin, è da ritenersi fuori della vera fede, sia sul piano dottrinale che morale.Interpreta arbitrariamente la Sacra Scrittura, non ha alcun rapporto con la Chiesa cattolica e i suoi legittimi pastori.E stata oggetto di un “monito” da parte della S. Sede (Osserv. Rom. 22-23 sett. 1952).

Il Sig. Celin è stato oggetto di procedimento giudiziario per plagio ecc. I fedeli della Diocesi sono sempre stati diffidati dal frequentare e seguire gli “Apostoli della fede”, che costituiscono detta setta.

Distinti saluti.

(f to) L’ Amministratore Diocesano Mons. Alfredo Magarotto

 

3. Comunicato del Vescovo di Vicenza

Il Vescovo di Vicenza mons. Pietro Nonis, a norma del Codice di diritto canonico, non consente ad alcun sacerdote diocesano, extra diocesano o religioso di celebrare l’ Eucaristia nel territorio della diocesi di Vicenza in occasione del raduno annuale della Pasqua dell’Angelo (lunedì di Pasqua) dei sedicenti “Apostoli della fede”. L’Eucaristia è infatti il segno della piena comunione ecclesiale e richiede per la celebrazione alcune condizioni previe che in tale gruppo non si ravvisano.

[dal periodico diocesano di Vicenza La Vita del Popolo, 12 aprile 1998].