Movimento Età dell’Acquario

di Laura Rossi

La religione della Nuova Era è una “religione mondiale”, teista, umanitaria che professa la verità di tutte le religioni al di là di tutte le barriere confessionali: è una super-religione trasversale. Rifiuta l’idea di una Rivelazione definitiva di Dio che ha assunto le sembianze dell’uomo in Gesù di Nazareth.
Questa avventura spirituale trascende ogni limite religioso, culturale e razionale per favorire una nuova coscienza dell’unità e della comunità umana, orientata verso la nascita di una coscienza planetaria. Il grande “risveglio” della Nuova Era sarebbe segnato quindi dal “passaggio da una religione mediatizzata dalle autorità, a una spiritualità fondata sull’esperienza diretta”.
L’accento è posto sull’acquisizione di un sapere nuovo mediante una “espansione della coscienza”. Lo psicologo canadese Herbert Koplonitz definisce questo tipo di conoscenza “pensiero operativo unitario”. A suo parere il Taoismo sarebbe una via privilegiata di accesso. K.G.Jung la chiama “prospettiva transpersonale”, frutto di una crescita del livello di coscienza.
Stati mistici e funzionamento del cervello
In questa prospettiva gli stati mistici sarebbero spiegabili con il solo funzionamento del cervello, attraverso le correlazioni “tra il lobo frontale (regolatore dell’attenzione) e la regione limbica più antica, tra la corteccia e le strutture profonde del cervello.
Le discipline meditative e spirituali – buddismo zen, yoga, misticismo cristiano, meditazione trascendentale, sufismo, cabala – sarebbero innanzitutto delle tecniche per cambiare le funzioni del cervello. Si giungerebbe tuttavia a risultati ancora più rapidi facendo ricorso a certe droghe ad esempio l’LSD.
In questa prospettiva:
– la conversione è una trasformazione del cervello
– l’esperienza mistica un allargamento della coscienza
– la preghiera una modificazione degli emisferi cerebrali
– la vita spirituale un processo mentale
– Dio una forma di Energia.

Un sapere senza dottrina
Per i seguaci di questa spiritualità, l’unica certezza esistente è data dall’impossibilità per qualsiasi religione di accedere ad una verità totale e certa, a fortiori, se essa afferma di fondarsi su una rivelazione trascendente come il cristianesimo. Si spiega così l’interesse per i percorsi spirituali più diversi al fine di poter prendere da ciascuno quello che più si adatta al proprio bisogno spirituale. Relativismo e individualismo diventano quindi le caratteristiche della religiosità dei figli dell’Acquario.

Dio è la coscienza cosmica
Al centro dell’esperienza mistica dei figli dell’acquario, sta la percezione di Dio come Coscienza cosmica e Spirito universale: come un “flusso, una totalità, il caleidoscopio infinito della vita e della morte, la causa ultima, il fondo degli esseri, il silenzio dal quale provengono tutti i suoni. Dio è la coscienza che si manifesta sotto forma di Lila, il gioco dell’universo, Dio è la matrice organizzativa indicibile che anima la materia, ma che si può conoscere tramite esperienza” (M. FERGUSON).
Dio è concepito come “la somma della coscienza esistente nell’universo”. E si invoca come prova l’esperienza vissuta dagli sperimentatori rianimati dopo una morte clinica: l’incontro con una calda Luce che propaga Amore e Comprensione. Questa sarebbe una manifestazione tipica dello Spirito universale e impersonale.
La convergenza di esperienze mistiche di questo tipo in ogni punto della Terra, sarebbe una prova che stiamo “voltando pagina” nella storia umana e un numero sempre più crescente di esseri umani sta prendendo coscienza del proprio potenziale divino.

Spiritualità esoterica
Secondo la classificazione sociologica di Troeltsch e anche di Weber, si può collocare la spiritualità New Age nella sfera esoterico-mistica.
Per il “mistico esoterico” l’accesso al divino si compie mediante:
– la conoscenza dei misteri nascosti
– in una ricerca di tipo individuale
– nello spirito universalista e tollerante (sincretista)
– rifiutando qualsiasi dogma e appartenenza a chiese istituzionalizzate
– seguendo un’etica che è obbedienza alla propria coscienza
– liberando il suo cuore all’indagine interiore, all’amore universale
– sentendosi avvolti dalla presenza di un Inglobante
– ricerca il Reale dietro l’apparente, l’Origine dietro il tempo, il Trascendente dietro il fugace, la scintilla del Divino cosmico oltre l’individuo incarnato, animati dal costante desiderio di ritornare alle Fonti.
La spiritualità esoterica è un’indagine dell’Essere al di là della separazione degli esseri, come una nostalgia di un’unità perduta. Si riconosce qui la sua matrice gnostica.
Essa si esprime mediante la ricerca di una visione olistica, unificante delle cose e, nel campo religioso, mediante la ricerca dell’Unità trascendente delle religioni. Delle religioni storiche tendono a trattenere unicamente il nucleo esoterico permanente che si presume possano custodire. Negano in qualche modo la storia e rifiutano allo spirituale ogni radicamento temporale e istituzionale.
Gesù di Nazareth non è Dio, ma una delle numerose manifestazioni storiche del Cristo cosmico e universale.

Allucinogeni ed esperienze mistiche
L’LSD provoca in chi ne fa uso una coscienza estremamente viva dell’unità totale dell’Io e dell’universo: come un’estasi. A differenza di altri allucinogeni che procurano visioni, ma collocando i soggetti fuori da se stessi, l’LSD procurerebbe lo stato contemplativo ricentrando pienamente il soggetto su di sé.
Si possono allora interpretarne analogicamente gli effetti del linguaggio religioso: sentimento di gioia paradisiaca, stato di coscienza unificata, perdita della nozione del tempo, esperienza ineffabile.

Differenza dalla mistica autentica
Le esperienze mistiche provocate dall’LSD portano più spesso:
– a sviluppare il culto dell’esperienza estatica di sé, focalizzandola sull’Io, mentre la mistica autentica sposta dall’Io e apre all’Altro;
– ad accentuare il ritiro dal mondo, mentre la religione autentica inserisce l’uomo nel tessuto sociale e lo rende attivo nella vita quotidiana;
– ad assolutizzare talvolta rituali naturalistici (alla maniera degli indiani del Messico e dell’America del Sud, che sacralizzano la pianta allucinogena del peyote – come i greci e gli iraniani avevano sacralizzato la pianta del soma), mentre la spiritualità autentica si serve di tecniche di meditazione o di strumenti di devozione come semplici mezzi e non come fini in sé.

A ciascuno il suo cammino spirituale
Nella New Age, ciascuno ha un suo cammino spirituale proprio, segue il proprio sadhana. E ciò si compie nel corso delle numerose reincarnazioni necessarie per realizzare compiutamente il proprio sviluppo morale e spirituale.
L’obiettivo del sadhana è il risveglio mistico che si definisce allargamento della coscienza o realizzazione del Sé o della coscienza cristica.
Lo Spirito Santo dei cristiani diventa allora l’energia fisica interiore che porta a realizzare questi obiettivi. Gli uomini sono manifestazioni individuali del Principio ultimo, come canali dell’Energia universale: “Ricordatevi che siete Dio e agite di conseguenza” proclama Shirley MacLaine ai suoi ascoltatori. Gesù Cristo per costoro è solo un’illustrazione di ciò che può diventare colui che, nell’illuminazione, ha preso coscienza di essere Dio. Modello di questa spiritualità dovrebbe essere quello dell’Ordine Sufi, che onora tutte le religioni.
Le celebrazioni di maggiore influenza sono quelle praticate dalla gran parte dei culti, come Natale e Hannukah in dicembre.

Conclusione
Non è difficile rilevare l’ampiezza della meta spirituale del New Age. Essa diverge in vari punti chiave dal cristianesimo sul cui terreno è nato e di cui rappresenta una sfida specifica:
– rifiuto di una Rivelazione definitiva manifestata in Gesù Cristo, Figlio di Dio
– visione cosmo-panteistica del reale
– prospettiva sincretista nella ricerca di un'”Unità trascendente delle religioni”
– elaborazione di una gnosi superiore alla fede
– importanti divergenze sulla nozione di Dio e della natura del Cristo.
I New Agers in un certo senso propongono un “riciclaggio” spirituale quando cercano di combinare la meditazione, il pensiero positivo, la guarigione mediante la fede, il rolfing i nuovi regimi alimentari, l’ecologia, il misticismo e numerose altre tecniche.
Se una tale concezione talvolta può offrire un sollievo temporaneo ai sintomi di malessere spirituale, non potrà in alcun caso produrre l’equivalente di una conversione religiosa, ossia un mutamento del cuore. In questo modo il New Age, atteso come una promessa di liberazione, rischia di diventare una trappola.
(cfr. J. Vernette, Che cos’è il New Age, Sugarco, Carnago, 1992).