OMSA ( Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime) o O.D.P. (Opera della Divina Provvidenza)

Tratto da : “Movimenti Religiosi Alternativi” DOSSIER a cura del Gris N. 19

di Raffaella di Marzio

E’ molto difficile descrivere in modo sintetico la storia, l’organizzazione e le caratteristiche di una setta come l’Omsa (Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime) senza cadere nella superficialità e nel riduttivismo. Quella che darò va considerata solo una descrizione a titolo informativo senza pretese di approfondimento, per il quale sarebbe necessario un esame molto più completo.
La setta in questione è stata fondata a Chieti da Padre Valeriano Vestini, cappuccino, ex superiore del convento di Mater Domini, il quale è stato sospeso a divinis dal Padre Provinciale, Carmelo Sciore, il 22 Novembre 1993. Di questa setta fanno parte un centinaio di persone distribuite tra le province di Chieti e Pescara e circa un terzo dei membri non ha la maggiore età. L’estrazione sociale è varia ed abbraccia tutte le categorie.

Breve storia della setta

Tutto ha avuto inizio nel 1983, quando una presunta veggente di Pescara ha iniziato a presentare dei sogni notturni che venivano interpretati da Padre Valeriano come autentiche visioni di origine divina. In questi sogni il gruppo dei terziari francescani della fraternità di Mater Domini di Chieti veniva chiamato a compiere una missione particolare dalla stessa Madre di Dio. La missione era quella di affiancarsi ai veggenti di Lourdes, Fatima e Mediugorje per collaborare alla salvezza delle anime. Negli anni seguenti i veggenti del gruppo si sono moltiplicati fino ad arrivare ad un punto in cui i sogni di quasi tutti erano interpretati come visioni.
Nel giugno 1989 la veggente di Pescara (Rita) ha abbandonato il gruppo per dissidi con Padre Valeriano e sono entrati in scena Nicola Di Carlo di Bucchianico e Alessandro Di Donato di Pescara i quali, a loro volta, hanno cominciato ad essere i protagonisti di “fenomeni soprannaturali”. In particolare ad essi sembrava di sentire delle voci interiori le quali, interpretate da Padre Valeriano come autentici fenomeni di origine divina (locuzioni), si sono andate progressivamente sostituendo alle visioni.
Nella Quaresima del 1990 il fenomeno “locuzioni” e’ esploso e un numero sempre crescente di persone e’ stato coinvolto ed e’ diventato a sua volta portavoce della “divinità”. In questo periodo, oltre a dialogare con la divinità ed alcuni famosi santi della storia, e’ iniziato il colloquio con i defunti dei quali veniva chiesta da Padre Valeriano la sorte eterna. Questo privilegio in seguito spettò anche ai membri del gruppo.
Nell’estate del 1990 alcune di queste locuzioni hanno rivelato che Padre Valeriano era stato nominato dall’Eterno Padre sommo pontefice con il nome di papa Valeriano I in sostituzione del pontefice regnante (Sua Santità Papa Giovanni Paolo II), ormai indegno di ricoprire il suo ruolo perché colpevole di eresia. Nel frattempo, con inizio nella primavera del 1990, Padre Valeriano ha sostituito, per i membri del suo gruppo, alla formula canonica della assoluzione quella dettatagli dalla divinità, grazie alla quale sarebbero state rimesse non solo le colpe, ma anche le pene.
Sempre nel 1990 alcune rivelazioni annunciano che il gruppo in futuro avrebbe formato un grande ordine religioso di laici con il nome di Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime – (Omsa). Questo ordine progressivamente sarebbe diventato l’unico ordine religioso esistente al mondo.
Scopo dell’ Omsa è quello di salvare le anime di tutti gli uomini e di chiudere definitivamente le porte dell’inferno. Grazie ai meriti del corredentore e dei corredentori (i componenti della setta) un giorno tutti gli uomini si salveranno. Per questo tutti devono sopportare le sofferenze, le persecuzioni, gli oltraggi e l’incomprensione degli altri. In questo modo tutti coloro che rimarranno fedeli alla elezione dell’Eterno si salveranno e avranno un altissimo grado di gloria in Paradiso portando con sè un altissimo numero di anime, mentre chi defeziona o peggio tradisce la sua elezione di membro del grande ordine e’ certamente dannato in eterno e per colpa sua le anime a lui affidate non si salveranno.
Le “rivelazioni” affermavano, inoltre, che il Padre Celeste avrebbe iniziato con il gruppo di Padre Valeriano il terzo atto creativo chiamato “Corredenzione” il quale avrebbe dovuto completare la Redenzione anche e soprattutto grazie al Nuovissimo Testamento (l’insieme delle rivelazioni importanti ricevute da Nicola Di Carlo). Padre Valeriano veniva definito il divino Corredentore, cioè un novello Gesù.
Nel 1991 nel mese di luglio si è costituito il collegio apostolico formato da 24 uomini creati cardinali dal pontefice Valeriano I. Tale costituzione gli avrebbe permesso di esercitare i suoi poteri nella pienezza. Nel mese di Agosto tutte le donne del gruppo sono state “consacrate” spose del Padre Celeste. Nella sede di S. Teresa di Spoltore sempre in questo periodo sono state comminate scomuniche, proclamati dogmi e canonizzati personaggi ritenuti degni di tale onore. Queste riunioni generali si svolgevano con cadenza mensile.
Nel mese di Agosto del 1992 a Raiano, nella Chiesa tenuta dalle suore francescane, Padre Valeriano ha celebrato per la prima volta pubblicamente una messa sacrilega composta da Nicola Di Carlo conosciuta come la “messa del padre”.
Dal mese di Ottobre 1992 quasi tutti i membri maschili del gruppo hanno celebrato messe sacrileghe nella sede dell’Opera della Divina Provvidenza in via Cauta 73 a Chieti dove è stata allestita una cappella munita anche di un tabernacolo, dove in alcune occasioni Padre Valeriano ha fatto conservare le Sacre Specie. Le messe sacrileghe celebrate erano in onore di Nostro Signore, della Madre di Dio, della Santissima Trinità, dello Spirito Santo, dei Defunti, degli Angeli, etc … composte in collaborazione tra Padre Valeriano e Nicola Di Carlo. La setta, dunque, affianca alla liturgia tradizionale e canonica una sorta di liturgia parallela costruita ed inventata dal profeta e da Padre Valeriano stesso, con nuovi riti che vanno a sostituire i riti canonici. C’è un nuovo battesimo, un nuovo rito per la prima comunione, un nuovo rito per la cresima, una nuova formula di assoluzione ecc.

Il mensile della setta

Nel 1992 è nata la rivista “Presenza Divina”. La sua funzione è quella di diffondere i messaggi del “Padre” dettati al profeta Nicola e di realizzare la manifestazione dell’ordine all’esterno per scuotere le coscienze intorpidite dal peccato e dai falsi insegnamenti della attuale “ufficiale” Chiesa Cattolica. Essa, infatti, con il Concilio Vaticano II, ha avvallato non poche eresie, (prima fra tutte l’Ecumenismo), ed ha tradito la sua missione salvifica, quando, negli anni successivi al Concilio ha attuato la riforma della Liturgia, ed ha avvallato, tramite l’insegnamento di molti sacerdoti, la rilasciatezza dei costumi nei fedeli. La Chiesa Cattolica ha tradito il compito, affidatole da Gesù, di tramandare le verità di fede ed il Suo insegnamento, spostandosi in una prospettiva esclusivamente orizzontale, cioè legata all’azione sociale e trascurando l’opera di formazione spirituale delle anime.
Il mensile “Presenza Divina” diffonde, in modo particolare nell’articolo centrale ( firmato da Nicola Di Carlo e Alessandro Di Donato), queste idee gettando discredito e diffamando, tra le altre, personalità del clero delle quali vengono fatti anche i nomi. Direttore responsabile del mensile è Padre Valeriano con il nome da laico (Olinto Vestini). Viene stampato stranamente con l’autorizzazione del Tribunale di Bologna ed inviato gratuitamente in tutte le diocesi e in circa 800 parrocchie. Il 30 Ottobre 1993 È stata pubblicata sul quotidiano “Avvenire” una diffida da parte del Frate Carmelo Sciore, ministro provinciale dei padri cappuccini d’Abruzzo, con la quale egli si dissocia totalmente da questa iniziativa.

L’Associazione della setta

La setta ha alle spalle un apparato finanziario che sostiene tutte le altre attivita’, sia quelle di tipo religioso sia quelle di tipo divulgativo, oltre a fornire i mezzi di sostentamento ad alcuni componenti della setta stessa e al suo capo che attualmente vive a Chieti. Il nome ufficiale di questo apparato e’ Opera della Divina Provvidenza (O.d.P.) ed è una associazione attualmente esistente, la quale, sotto le mentite spoglie di opera di beneficenza, in realtà ha l’unico scopo di sovvenzionare la setta. L’indirizzo dell’opera e’ via Cauta 73, 66100 Chieti.
Nelle “rivelazioni” del profeta e’ stato detto che sara’ grazie a questa opera che si potranno realizzare le grandi costruzioni dell’Ordine: il seminario, il monastero, la cattedrale, le scuole, l’ospedale ecc… Ciò sarà possibile quando, una volta ottenuto il riconoscimento dell’opera, e data via libera alle donazioni, tutti coloro che possiedono beni immobili li doneranno. Con questo capitale si inizieranno i lavori.
I componenti dell’associazione sono gli stessi appartenenti alla setta ed ognuno di loro, a parte qualche rara eccezione, versa una quota mensile, stabilita dai capi, che varia molto a seconda delle possibilità economiche. Le opere architettoniche a cui ho accennato hanno la funzione di sostituire le strutture ormai decadute della Chiesa Cattolica.
Nel Seminario si tornerà a fornire ai giovani la vera formazione spirituale, nel Monastero abiteranno gli attuali componenti della setta con le loro famiglie ed in esso avverranno fenomeni straordinari. Perfino gli angeli si faranno vedere e dialogheranno con gli “eletti” e, quando nel mondo ci sarà la carestia, solo nel monastero si troveranno i mezzi di sostentamento.
La Cattedrale sarà dedicata alla ss. Trinità e, in essa, ogni cappella narrerà una parte della storia dell’Omsa, esalterà il fondatore, Papa Valeriano I, conterrà reliquie dei membri primi fondatori. Le scuole saranno guidate da insegnanti veramente “cristiani” che daranno l’istruzione religiosa vera e tradizionale e saranno esempio di moralità e irreprensibilità.
Nell’Ospedale, oltre alla cura del corpo, si penserà alla cura dell’anima dei malati e i medici, membri dell’Omsa., saranno esempi viventi di dedizione totale e aiuteranno i malati a vivere le loro sofferenze in modo “cristiano” e sereno.

Risulta evidente, anche agli occhi dei meno esperti, come questa setta abbia purtroppo racchiuse in sè le caratteristiche fondamentali di quei gruppi settari pseudocattolici, i quali, proprio per la loro origine ambigua, sono più pericolosi di quelli dichiaratamente non cattolici e generano spesso confusione e smarrimento nei fedeli che ne entrano a far parte più o meno consapevolmente. Questo perché e’ molto facile entrare a far parte di uno di questi gruppi, ma e’ molto più difficile uscirne a causa dei sottili meccanismi di persuasione e plagio che il capo carismatico mette in atto per costringere i dubbiosi a non lasciare la setta.

 


L’OMSA sviluppi e trasformazioni

di Raffaella di Marzio

Tratto da : “Movimenti Religiosi Alternativi” DOSSIER a cura del Gris N. 25

 

Un fenomeno piuttosto ricorrente nelle sette è quello di attraversare fasi diverse durante le quali il movimento in questione si trasforma in vari modi, nella modifica della leadership, nel cambiamento di qualche parte della dottrina, nell’associazione ad altri gruppi simili, nel cambiamento delle tecniche di proselitismo ecc.
E’ in questa prospettiva che torniamo ad occuparci dell’ Omsa, la setta nata nella città di Chieti della quale abbiamo parlato nel numero 19 di questo dossier. Ricordiamo brevemente che si tratta di un gruppo nato nell’ambito cattolico, in particolare nel terz’Ordine Francescano. Il gruppo, guidato dal frate cappuccino Padre Valeriano Vestini, dopo alcuni anni di formazione si è trasformato gradatamente in una vera e propria setta pseudocattolica.
La degenerazione è avvenuta nel corso di alcuni anni, dal 1983 al 1990, in seguito alle presunte visioni e locuzioni di membri della setta nelle quali L’Eterno Padre, la Vergine Santissima, i santi e Gesù stesso avrebbero trasmesso al gruppo grandi rivelazioni. Tra queste la più importante era quella riguardante la Chiesa Cattolica, ormai decaduta per sempre perchè traditrice della sua missione e il Santo Padre, Giovanni Paolo II, privato da Dio dei suoi poteri. Il trasferimento della dignità pontificia sarebbe avvenuto sulla persona di p. Valeriano, che le rivelazioni dichiararono essere papa Valeriano I. Il gruppo, chiamato Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime, avrebbe ricevuto il privilegio di essere l’unica chiesa cattolica al posto di quella ufficiale ormai ridotta all’ombra di se stessa.
All’interno della setta ci sono state ordinazioni cardinalizie da parte di p. Valeriano che ha “ordinato” cardinali tutti gli uomini del gruppo e consacrato “suore ” tutte le donne.
Nell’autunno del 1992 quasi tutti i membri maschili del gruppo hanno celebrato messe sacrileghe nella sede di Via Cauta 73 a Chieti e, oltre a quella canonica, il profeta principale Nicola di Carlo, insieme ad altri, ha inventato una vera e propria liturgia parallela con riti diversi per quasi tutti i sacramenti. La setta ha alle spalle una associazione denominata “Opera della Divina Provvidenza” e diffonde un mensile, “Presenza Divina”, che è inviato a tutte le diocesi d’Italia.
Il 22 Novembre 1993 p. Valeriano Vestini veniva sospeso a divinis dal suo superiore. Nonostante questo provvedimento, il frate ha poi continuato a celebrare la S. Messa sia nella sede di Via Cauta che, di tanto in tanto, in chiese situate in zone limitrofe alla città di Chieti. I suoi seguaci sono rimasti compatti accanto alla loro guida aspettando il ritorno, promesso dall’Eterno Padre, nel convento di Mater Domini dal quale p. Valeriano si era allontanato. Tale ritorno, naturalmente, non si è verificato, mentre la vicenda dell’Omsa ha occupato, nei due anni successivi alla sospensone, le prime pagine di alcuni giornali locali ed è approdata anche in televisione.
Nel settembre 1995 p. Valeriano è rientrato nel suo ordine ed è attualmente ospite del convento di Avezzano. I suoi seguaci hanno continuato a riunirsi e a stampare il mensile della setta nel quale sono ancora presenti critiche feroci alla gerarchia ecclesiastica ed attacchi personali a Giovanni Paolo II. Dopo il rientro del frate in convento, nella città di Chieti si è notata la presenza di alcuni giovani sacerdoti vestiti con abiti talari utilizzati prima del Concilio Vaticano II. Questi sacerdoti avrebbero celebrato Messe nella sede del gruppo alle quali avrebbero assistito i membri dell’Omsa. La Messa celebrata sarebbe stata quella di S. Pio V, nella quale, al momento di doverlo pronunciare, veniva omesso il nome del Santo Padre. I sacerdoti in questione apparterrebbero ad una frangia estremista del movimento tradizionalista promosso a suo tempo da Mons. Lefebvre.
Nel suo movimento c’era un gruppo di sacerdoti, da lui stesso consacrati che desiderava, da parte sua, una posizione più ferma nei riguardi della persona di Giovanni Paolo II. Essi volevano che Lefebvre affermasse chiaramente che Giovanni Paolo II, in realtà, non è papa, che, cioè, la sede di Pietro e’ vacante. Vista l’impossibilità di acconsentire a queste richieste Lefebvre espulse questi sacerdoti dalla sua comunita’. Erano in 9. Essi fondarono la congregazione di S. Pio V e si definiscono sedevacantisti. A Cincinnati possiedono una chiesa, un seminario e molti altri beni.
Nel movimento “sedevacantista” ci sono diversi leader, spesso in contrasto tra di loro per la leadership. Uno degli esponenti più importati del movimento è Daniel Dolan, un vescovo ordinato illecitamente nel 1991 da Mark Pivarunas a Cincinnati. Mark Pivarunas è anche lui un vescovo ordinato illecitamente nel 1991 da Moises Carmona che, a sua volta, era stato ordinato illecitamente dall’arcivescovo di Hu, Ngo Dinh Thuc (cfr. l’articolo “Habemus Papam?” di Karl Keating sulla rivista “This Rock” di Luglio/Agosto 1995).
E’ facile immaginare come la posizione antiecclesiale e sedevacantista abbia avuto facile aggancio con quella dei membri del l’Omsa da molti anni convinti che il Santo Padre Giovanni Paolo II non avesse più i poteri pontifici. Sembra che i membri della setta si siano anche recati nella sede che i sedevacantisti hanno a Roma.
Dopo questi fatti c’è stato un “Comunicato” della Curia dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, pubblicato sul settimanale diocesano “Il Nuovo Amico del Popolo”, nel quale la Curia si dissocia completamente dal mensile “Presenza Divina” e proibisce qualsiasi celebrazione liturgica o sacramentale nelle sedi dell’Omsa (cfr. Riquadro).
Risulta evidente da questi fatti verificatisi a Chieti che questi piccoli gruppi di orientamento “tradizionalista” possono sembrare meteore isolate in grado di nuocere ben poco alla comunione ecclesiale. Esse, invece, si rivelano ben più pericolose perchè si fanno portavoce di un movimento più vasto, anche se poco conosciuto, secondo il quale il Concilio Vaticano II avrebbe significato la fine della Chiesa e l’inizio di una sucessione apostolica invalida. Movimento estremista sfuggito al controllo dello stesso Lefebvre, ma molto potente in America. Le sue ramificazioni arrivano certamente anche nella nostra Italia dove cerca di radicarsi li’ dove trova, come nel caso dell’Omsa, qualche gruppo disposto favorevolmente ad accettarne le tesi fondamentali. Penso che il caso dell’Omsa con i suoi imprevedibili sviluppi possa aiutare tutti noi ad essere più attenti e lungimiranti nell’ambiente dove ci troviamo a testimoniare la fede. Il mercenario, infatti, è sempre pronto ad entrare nell’ovile, anche mascherato da Buon Pastore.

 

Comunicato della Curia di Chieti

In relazione a ripetute segnalazioni e notizie che sempre più vengono divulgate circa la diffusione del periodico “Presenza Divina” e la celebrazione dell’Eucarestia presso il luogo di riunione del Gruppo “Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime”,
si precisa :

nessun riconoscimento è stato concesso dalla Curia arcivescovile di Chieti-Vasto ;
sono privi di fondamento ogni appellativo di onorificenza o di servizio (cardinale, vicario … ) vigenti all’interno del gruppo;
nel luogo delle loro riunioni non sono autorizzate celebrazioni sacramentali o liturgiche: in particolare è espressamente proibita la celebrazione dell’Eucarestia da parte di chiunque.

Il Cancelliere arcivescovile
Don Fabitto

 


O.M.S.A. : vino nuovo in otri vecchi? 

Tratto da : “Movimenti Religiosi Alternativi” DOSSIER a cura del Gris N. 30

di Raffaella di Marzio

 

” E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi ; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti” (Lc 5,37).

Questo monito del Signore sembra fatto a pennello per tutti quei movimenti che, come l’OMSA ( Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime), in momenti di crisi, in periodi di stanca e difficoltà economiche o quando sono invischiati in problemi con la giustizia, cercano di darsi una parvenza di “legalità” e una “ripulita” sommaria che non interessa, però, la sostanza della dottrina e degli intenti del movimento stesso. Essi hanno bisogno, di tanto intanto, di rifarsi il “look”, sperando così di conservare i propri adepti stanchi e sfiduciati, per le promesse non mantenute, le profezie che non si sono avverate, lo splendore che non si è manifestato.
E’ il caso, per esempio, della chiesa dell’Unificazione del reverendo Moon, del gruppo “Bambini di Dio”, oggi denominato “La Famiglia”, del movimento New Age che negli Stati Uniti ora si trasforma in Next Age, e così via.

Anche l’OMSA, nel suo piccolo, si trasforma. Nel numero di Aprile 1998 del mensile “Presenza Divina”, a pag.1, Nicola Di Carlo, attuale leader del gruppo, annuncia ufficialmente che “E’ da considerarsi definitivamente esaurita l’esperienza che ci ha visti destinatari di una attività sintetizzata dalla enunciazione : O.M.S.A. Siamo ora estensori di un organismo che, con il riconoscimento da parte del Governo, è presente come “Opera Divina Provvidenza”. Il decreto del 2/9/97 rende pertinente la nostra attività, giuridicamente valutata con finalità di Ente Morale a tutti gli effetti”.
Cambia il nome, dunque, ed arriva la “patente” di legalità.
Ma, a parte le amenità contenute in questo breve testo, nel quale sembra che addirittura il Governo Prodi, in prima persona, si sia adoperato per il riconoscimento di una Associazione che vanta qualche decina di persone e della quale i giornali e la televisione si sono interessati solo a causa di scandali e processi giudiziari, andiamo a ricordare, per chi non lo sapesse, cosa è l’OMSA
Ci siamo occupati di questo gruppo nei n. 19 e 25 di “Movimenti Religiosi Alternativi”. Rimandiamo anche all’inchiesta svolta da Avvenire sui movimenti tradizionalisti a cura di Luigi Geninazzi.
Si tratta di una setta nata nella città di Chieti, all’interno del Terz’ Ordine Francescano e composta da membri di Chieti, Pescara e Teramo. Il gruppo, guidato dal frate cappuccino Padre Valeriano Vestini, si è trasformato gradatamente in una vera e propria setta pseudocattolica. La degenerazione è avvenuta dal 1983 al 1990, in seguito alle presunte visioni e locuzioni di membri della setta nelle quali L’Eterno Padre, la Vergine Santissima, i santi e Gesù stesso avrebbero trasmesso grandi rivelazioni. Tra queste la più importante era quella riguardante la Chiesa Cattolica, ormai decaduta per sempre perchè traditrice della sua missione e il Santo Padre, Giovanni Paolo II, privato da Dio dei suoi “poteri”. Il trasferimento della dignità pontificia sarebbe avvenuto sulla persona di Padre Valeriano, che le rivelazioni dichiararono essere papa Valeriano I. Il gruppo, chiamato, per volere divino, Ordine Missionario per la Salvezza delle Anime, avrebbe ricevuto il privilegio di essere l’unica chiesa cattolica al posto di quella “ufficiale”. Grazie alle “rivelazioni” si è formalizzato il “Nuovissimo Testamento”, che completerebbe Nuovo Testamento. All’interno del gruppo si svolgevano anche, regolarmente, sedute spiritiche in cui un membro faceva da medium e Padre Valeriano da richiedente.
All’interno della setta ci sono state ordinazioni cardinalizie da parte di Padre Valeriano che ha “ordinato” cardinali tutti gli uomini del gruppo e consacrato “suore ” tutte le donne. Nell’autunno del 1992 quasi tutti i membri maschili del gruppo hanno celebrato messe sacrileghe nella sede di Via Cauta 73 a Chieti e, oltre a quella canonica, il profeta principale Nicola di Carlo, insieme ad altri, ha inventato una vera e propria liturgia parallela con riti diversi per quasi tutti i sacramenti. La setta ha alle spalle una associazione denominata “Opera della Divina Provvidenza” e diffonde un mensile, “Presenza Divina”.
Il 22 Novembre 1993 Padre Valeriano Vestini veniva sospeso a divinis dal suo superiore, Padre Carmelo Sciore. Nonostante questo provvedimento, il frate ha continuato a celebrare la S. Messa sia nella sede di Via Cauta che, di tanto in tanto, in chiese cattoliche situate in zone limitrofe alla città di Chieti. I suoi seguaci sono rimasti compatti accanto alla loro guida aspettando il ritorno, promesso dall’Eterno Padre, nel convento di Mater Domini dal quale Padre Valeriano si era allontanato. Tale ritorno, naturalmente, non si è verificato.
Nel settembre 1995 Padre Valeriano è rientrato nel suo ordine ed è attualmente ospite del convento di Avezzano. I suoi seguaci hanno continuato a riunirsi e a stampare il mensile della setta, senza perdere i contatti con il frate. Dopo il rientro di quest’ultimo in convento, il gruppo ha trovato assistenza spirituale nei sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii, formatosi dopo il distacco di quattro sacerdoti dalla comunità di mons. Lefebvre. I sacerdoti di questo Istituto hanno più volte celebrato la Messa nella sede di Via Cauta secondo il rito di S. Pio V, in regime di sede vacante. In questo rito, al momento di doverlo pronunciare, viene omesso il nome del Santo Padre. I sacerdoti in questione abbracciano, infatti, la cosiddetta “Tesi di Cassiciacum”, secondo la quale Giovanni Paolo II sarebbe papa solo materialiter, non formaliter. In sostanza egli non sarebbe veramente papa e la sede papale risulterebbe vacante. Per una disamina accurata di questa “tesi” propugnata da Mons. Guerard De Lauriers rimandiamo alla rivista “Sodalitium”, organo ufficiale dell’Istituto.
I sacerdoti dell’Istituto, ingannati dai membri dell’OMSA, che celarono ad arte le proprie dottrine e le “riunioni segrete” in cui il profeta Nicola continuava a ricevere “messaggi dall’Eterno”, pensando di trovarsi all’interno di una comunità di fedeli cattolici tradizionalisti e fedeli alla liturgia preconciliare isolati e bisognosi di assistenza spirituale, frequentarono il gruppo per circa un anno. Il loro appoggio venne a mancare quando essi ebbero la certezza di essere stati ingannati e di trovarsi invischiati in un caso di vera e propria apostasia. Fatto, questo, che li convinse ad abbandonare il gruppo dopo alcuni tentativi di “salvataggio”.
Seguì un periodo di sbandamento fino a quando iniziò la frequentazione dei sacerdoti lefebvriani del Priorato Madonna di Loreto di Rimini come si evince dal n. 4 (31) 1996 de La Tradizione Cattolica a pag. 42 e da dichiarazioni degli stessi sacerdoti del priorato che indicavano la sede di Via Cauta come centro di Messa, anche se utilizzato in modo saltuario. Sempre in questo periodo, Padre Valeriano Vestini, subì un regolare processo di fronte al “Tribunale” della setta che lo espulse dal gruppo.
Come non pensare che il recente cambiamento di “look” sia solo un modo per cercare di non perdere l’assistenza spirituale anche dei lefebvriani? Questi ultimi, infatti, sono a conoscenza di quello che è il passato dell’OMSA, anche se, forse, ignorano che il profeta Nicola non ha cessato di fare il “profeta” e di ricevere “messaggi dall’Alto”.
Comunque stiano le cose è opportuno ricordare che coloro che aderiscono formalmente al movimento scismatico di Lefebvre incorrono nella scomunica “latae sententiae” (incorsa automaticamente) in base al n.5c del “motu proprio Ecclesiae Dei” del 2 Luglio 1988. Questa affermazione è stata ribadita recentemente dalla Congregazione per i Vescovi e chiarificata da una Precisazione del Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi, in seguito ad una richiesta fatta da Mons. Norbert Brunner, vescovo di Sion (Svizzera), la diocesi in cui si trovano il seminario e la Fraternità S. Pio X ,fondati a Econe da mons. Marcel Lefebvre.
Dopo queste importanti considerazioni ci sembra opportuno prendere in mano il mensile “Presenza Divina”. L’estensore dell’articolo, Nicola Di Carlo, nel numero di Aprile 1998, parlando a nome del gruppo, dice:” Sappiamo che la nostra testimonianza può essere valutata solo in base a ciò che viene esposto nei foglietti che divulghiamo…”.
Volendo accogliere la sua dichiarazione vogliamo, proprio partendo da “quei foglietti” fare solo qualche considerazione per dimostrare che non è vero che ” Il momento attuale … è completamente separato dal passato …” o che ” E’ da considerarsi definitivamente esaurita l’esperienza che ci ha visti destinatari di una attività sintetizzata dalla enunciazione O.M.S.A.”.
Iniziamo ad esaminare la prima pagina del mensile, dove campeggia l’immagine del “L’Amore del Cuore Sacro del Padre” con la sottostante citazione di Ger 3,15: “E darò a voi dei pastori secondo il mio Cuore”. La lettera maiuscola usata per la parola “cuore” non è presente nella Bibbia, ma nella citazione di Nicola Di Carlo è presente sempre, anche negli altri numeri. Il motivo sfugge a chi non possiede gli archivi nei quali è contenuta la dottrina del gruppo esplicitata nel corso di alcuni anni. In base a questi archivi è facile ritrovare la dottrina sul ” Sacro Cuore del Padre” divulgata nella setta quando il capo indiscusso era ancora Padre Valeriano. Essa fa parte della “nuova rivelazione”, successiva al Nuovo Testamento, denominata “Nuovissimo Testamento” e redatta dal profeta sotto dettatura dell’”Eterno”. La maiuscola della parola “Cuore” unita al colore rosso fiammante della figura che compare sul frontespizio, dice chiaramente che il mensile si riferisce a tale dottrina. La conferma di quanto diciamo ci viene proprio da Nicola Di Carlo che, nel numero di Gennaio 1998, dice:” Dopo quanto è stato detto appare evidente la necessità di proporre la devozione alla Misericordia di Dio attraverso l’adorazione e la venerazione del Suo Cuore…”
Ma chi è in grado di mettere in atto tale adorazione? Solo” …tra le anime sensibili le più volenterose, disposte a testimoniare la grandiosità di quel battito Sovrano…” Solo i membri dell’ex OMSA, dunque, gli unici disposti a mettere in atto tale adorazione che non è presente nella Rivelazione Biblica, sono i prescelti da Dio per salvare i peccatori. Dottrina anche questa da sempre presente nella setta, il cui nome ” Ordine Missionario per la salvezza delle anime” stava ad indicare proprio che solo i suoi membri, in mezzo a miliardi di “poveri mortali” potevano portare a termine questa missione. Rimane dunque ancora oggi come nel passato la prospettiva gnostica e l’idea di superiorità mistica del gruppo. Anche qui nulla di nuovo sotto il sole.
Nella pagina 2 dello stesso numero, in un contesto diffamatorio, si nomina il Santo Padre come “Wojtyla”, mente si afferma che egli è circondato di “…prelati massoni militanti in logge diversificate.” Più avanti si afferma che “… il Concilio, sancendo la libertà di religione… ha reciso le radici che assicuravano l’affermazione dell’unica verità e ha condotto all’estinzione dei valori dello spirito…”. Queste affermazioni stanno a testimoniare che l’atteggiamento da sempre presente nella setta, diffamatorio verso il Sommo Pontefice e la gerarchia, è rimasto immutato. Nel mensile ritorna ancora l’affermazione che “L’azione sincretista, punta di diamante dell’odierna strategia ecumenica…” fa parte di un piano massonico fine del quale è sottomettere tutti gli uomini al…”potere incarnato dai cultori della religione universale”. Il Papa, quindi, insieme a tulle le Chiese impegnate nel dialogo ecumenico, sarebbero gli artefici e gli esecutori di complotti massonici. Idee presenti da sempre nell’archivio delle dottrine del gruppo e da sempre sbandierate nella stessa rivista.
Ancora nel numero di Gennaio 1998 a pag. 2 si riafferma una dottrina segreta presente negli archivi delle “rivelazioni” che consiste nel credere che L’Eterno Padre, grazie ai meriti dei suoi eletti, salvi dalla dannazione eterna tutte le anime, anche quelle non disposte a salvarsi. Dio, secondo tale dottrina, costringerebbe le anime in extremis a salvarsi anche a scapito della loro libertà. Ciò è puntualmente riaffermato da Nicola Di Carlo quando dice: “L’Eterno Padre, nella Sua Bontà, trae dal Suo Cuore Misericordioso l’Onnipotenza del Suo Amore che concorre a trasformare, con il contributo dei suoi collaboratori, la ritrosia dei peccatori… Chi ama è riamato e sospinge nel grande oceano della misericordia Divina chi non trova in se stesso la forza e il coraggio di lasciarsi invadere dall’Amore Infinito”. Queste dottrine si innestano perfettamente in quelle conservate negli archivi delle “rivelazioni” e completate con il cosiddetto “dogma della Corredenzione”, “Terzo Atto Creativo del Padre” (dopo la Creazione e la Redenzione), grazie al quale la setta sarebbe l’unica chiesa in grado di salvare l’umanità dalla perdizione eterna.
Per ragioni di spazio dobbiamo interrompere il nostro esame degli articoli di “Presenza Divina” che dimostrano come il tentativo di “mettere vino nuovo in otri vecchi” sia finito molto male per gli appartenenti all’Opera Divina Provvidenza”, ex seguaci di Valeriano I.
Riguardo poi al presunto riconoscimento come Ente Morale non ci soffermiamo ad elencare tutte le sette, anche le più pericolose, che hanno ottenuto riconoscimenti simili. Questa parvenza di legalità non incanta più nessuno.
Per concludere vorremmo fare alcune considerazioni: la moda opportunistica di certi nuovi movimenti religiosi di cambiare nome e dottrine a seconda delle necessità non può essere considerata solo come un intermezzo ludico tra una pubblicazione e l’altra, come certi studiosi usano fare, forse per acquisire maggiore notorietà. Non si possono banalizzare questi avvenimenti solo per dare annunci “clamorosi” in diretta TV per il semplice motivo che, in questo caso, vi sono coinvolti esseri umani. Quando una setta cambia nome e dottrina o si trasforma con tanta disinvoltura, che ne è dei suoi adepti? Come si sentiranno coloro che, fino ad allora, hanno creduto a quelle dottrine? Due sono i casi: se sono condizionati completamente accetteranno qualsiasi cosa, anche il contrario di tutto, senza lamentarsi, e questo sarebbe veramente il caso più tragico.
Se, invece, hanno conservato un barlume di libertà di pensiero come si sentiranno dopo aver lasciato il lavoro, o la famiglia, o gli studi per amore di quelle dottrine dettate dall’”Alto” e definite “infallibili”? Come si sentiranno dopo aver rifiutato cure mediche, o rinunciato ad una propria vita, a scegliersi il proprio coniuge, a mettere al mondo dei figli, solo perché le “rivelazioni” lo ordinavano? Come si sentiranno dopo aver donato i propri beni o aver irrimediabilmente compromesso l’avvenire dei propri figli per un’opera che non si è mai realizzata? Che cosa accadrà ai bambini che hanno visto la loro infanzia trasformata in una prigione soffocante in nome di un futuro di felicità che non vedranno mai?
Tutto ciò non è altro che una ulteriore prova del fatto che gli adepti delle sette sono le principali vittime dei loro capi. Essi sono ingannati continuamente e sempre più subdolamente. Questa triste realtà ci spinge ancora di più a moltiplicare le nostre preghiere e i nostri sforzi per prevenire il più possibile il fenomeno dell’affiliazione a movimenti pseudoreligiosi nei quali non viene rispettata la libertà e la dignità umana, specialmente dei più deboli.