Pueblo de Dios

Articolo di Silvana Radoani studiosa di sette

 

Fondatore

José, personaggio quasi mitico nella setta, ha fondato il “Popolo di Dio” in seguito al distacco da un gruppo di Pentecostali per dissidi interni. Chi ha dato l’attuale volto alla setta, però, è Mariano Bobadillo, in arte san Luca, mentre il capo della setta è ora Andres Fretes, san Giovanni.

Origini e storia

La setta è nata nel 1940 in Paraguay, dove ha la sede principale, la Città santa, nei pressi di Asuncion (distretto di Reparacion). Dopo il distacco dai pentecostali, José si reca in Argentina, dove conosce Mariano Bobadillo. Con lui anima il primo gruppo di fedeli che, in seguito ad una profezia, e in seguito a carcere, si trasferisce in Paraguay. Dopo un lungo girovagare, paragonato al quarantennale pellegrinaggio nel deserto del popolo ebraico, si stabilisce nella sede attuale.

Dottrina

E’ ricostruibile solo attraverso i racconti dei fuoriusciti, perché la setta non ha scritti, considerando la stampa delle proprie verità una tentazione del demonio.. Il “Popolo di Dio” rientra nel filone del millenarismo apocalittico, e si rifà al pentecostalismo istrionico e isteroide tipicamente sudamericano.
Credono anch’essi alla realizzazione di un’epoca di serenità e di pace, dopo che catastrofici avvenimenti avranno posto fine alla moribonda società attuale. Il tema degli ultimi tempi è presente nella setta, e giustifica i “doni dello Spirito” concessi agli adepti: la glossolalia (il parlare in molte lingue) la profezia (molto diffusa anche fra i bambini), la visione, la guarigione, la capacità di interpretare i sogni e il dono del salmista (il più diffuso tra gli aderenti), che consiste nella “trascrizione” dei canti direttamente ispirati dallo Spirito santo. Il rapporto con la Chiesa è conflittuale. Il gruppo crede in Cristo Salvatore, e nella Trinità, ma rifiuta la Madonna, i santi e i Sacramenti, anche se in modo non esplicito. La Bibbia e i vangeli costituiscono dei meri riferimenti.

Prassi

Gli adepti vengono convinti ad abbandonare tutto: carriera, famiglia, amici, per raggiungere il Paraguay. Molti non fanno più ritorno e chi lo fa, rientra in difficili condizioni psicologiche, senza più interessi e incapace di restaurare un normale rapporto con il circostante, famigliari compresi. L’azione psicologica del gruppo sull’individuo è rapida ed efficace: già poco tempo l’adesione i familiari notano stranezze, che si manifestano in anomalie del comportamento. E’ utilizzata la tecnica della preghiera ossessiva e continua, (anche nel cuore della notte), per rendere malleabile l’adepto al nuovo credo.
Il sabato è considerato giorno di festa per eccellenza e vengono celebrate cerimonie durante le quali i partecipanti pregano in modo ossessivo, fino a che non si realizza uno stato di possessione profetica ad opera (asserita da loro!) dello Spirito Santo, consistente in una condizione di agitazione psico – motoria e di delirio mistico, accompagnato da episodi allucinatori.
Secondo quanto è stato possibile apprendere, ai nuovi adepti, in maggior parte appartenenti ad una fascia d’età tra i 20 ed i 40 anni ed originariamente di fede cattolica, è richiesto di sottoporsi ad una sorta di rito purificatore, in pratica un abuso sessuale, e successivamente di operare fattivamente per la crescita della setta, sia attraverso l’elargizione di somme di denaro, sia prestando manodopera a basso costo, anche in sedi della setta situate all’estero
La partenza verso la “mecca” paraguaiana è, di solito, improvvisa. Grazie anche alla compiacenza del governo sudamericano, i vari responsabili del “Popolo di Dio” organizzano continui viaggi in Paraguay, dopo aver reclutato proseliti in varie città italiane ed europee. Giunti alla Città santa vengono impiegati come manodopera a basso costo, lavorando per la comunità nelle sue numerosissime iniziative.
In Italia, la sede principale della setta è ad Olmo di Tribano, a pochi chilometri da Padova.

SEDI: Limana (BL); Bergamo; Padova; Tribano (PD); Velletri (RM); Preganziol (TV); Paderno (UD); Vicenza.