Società Antroposofica

di Laura Rossi

ANTROPOSOFIA

L’Antroposofia, come è stata definita dal suo fondatore Rudolf Steiner, è un tipo di conoscenza, una porta di accesso a un mondo trascendente. Rudolf Steiner prese le distanze, per divergenze di idee, dalla Società Teosofica alla quale apparteneva e nel 1913 fondò la società Antroposofica. L’Antroposofia è da Steiner collocata al di sopra di qualunque fede, perché si fonda su una conoscenza alla quale la fede non può appoggiarsi. Perché non può appoggiarsi? Steiner sostiene di aver letto la Akasha-Chronik che in sanscrito vuol dire «etere vitale». La cronaca Akasha è da intendersi come una cronaca che offre un’interpretazione del cosmo, della storia del mondo e del futuro dell’umanità. La sua rivelazione attraverso Steiner è considerata segreta, definitiva e non impugnabile e quindi le scritture sono decifrabili solo da iniziati. Steiner dice: «Sulle fonti di quello che qui viene detto sono ancora oggi vincolato al segreto. Chi sa qualcosa di queste fonti, conosce la ragione di tale vincolo» (R. STEINER, Aus der Akasha-Chronik, Dornach, 1975, p. 19).

COSMOLOGIA STEINERIANA

Il mondo attuale è inserito in un processo di continuo progresso; si conterebbero sette fasi a livello di coscienza planetaria (Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano). In una di queste fasi (Saturno) incominciò lo sviluppo dell’uomo che ricevette l’involucro fisico, poi quello etereo, poi astrale, e poi – iniziando lo sviluppo terrestre – lo sviluppo dell’Io (coscienza della realtà materiale). Nel periodo Lemurico si ebbe la separazione di Terra e Luna e nello stesso periodo si ebbe l’evento Lucifero che portò alla separazione dei sessi, alla malattia e alla morte. Il successivo periodo, l’Atlantico, produsse la stirpe degli atlantidi che «Correvano ad un’altezza inferiore a quella dei monti del periodo atlantico e avevano comandi grazie ai quali potevano sollevarsi al di sopra di questi monti» (Ibid, pag. 22). Nel quinto periodo, Postatlantico, si ebbe la formazione della razza ariana. Qui Steiner individua sette epoche culturali: antico-indiana, antico-persiana, egiziano-caldaico- babilonese e greco-latina (747 a.C.-1413 d.C.). L’evento «Cristo» non inaugura una nuova epoca, anche se Steiner lo considera un «evento cosmico». Dal 1413 è iniziata l’era del razionalismo in cui si è raggiunto il pieno sviluppo dell’Io grazie al formarsi dell’anima cosciente. Si prevedono ancora altri periodi cosmici in cui ci sarà la comparsa di nuove razze.

ANTROPOLOGIA STEINERIANA

L’uomo, nel suo insieme è inserito, secondo Steiner, in uno schema di progresso in cui si evolve, dall’era dei minerali, attraverso vari livelli angelici, fino ai livelli dei serafini. L’uomo è costituito di sette strati (ma al momento ne eistono solo quattro: involucro fisico, corpo etereo, corpo astrale, Io). Il corpo astrale e l’Io, dopo il distacco del corpo etereo, rimangono insieme ancora per un periodo di purificazione e vanno nel paese dello spirito, che a sua volta è strutturato in modo complesso; nel periodo tra morte e reincarnazione non si fermano al livello spirituale che avevano raggiunto al momento della morte fisica, ma continuano a progredire sotto la guida di entità superiori. Alla fine dell’ esistenza terrestre, Steiner vede un uomo nuovo: «Una volta sviluppato, l’uomo completo e superiore involucro astrale sarà purificato a tal punto che sarà diventato allo stesso momento Manas o spirito puro; l’involucro etereo sarà purificato a tal punto, che sarà contemporaneamente spirito vitale o Buddi; e il corpo fisico sarà trasformato a tal punto che, allo stesso modo in cui sarà corpo fisico, sarà anche uomo spirituale o Atma» (R.STEINER, Das Johannes-Evangelium, 10 ed, Dornach, 1981, p. 129).

IL MISTERO DI CRISTO NELL’ANTROPOSOFIA

Steiner sostiene la necessità di una nuova rivelazione adeguata alla forma odierna. Questa comporta, tra l’altro, un modo completamente nuovo di considerare la persona di Gesù. Un esempio l’abbiamo dall’interpretazione del battesimo di Gesù. Per Steiner è nel battesimo che l’«impulso» di Cristo si congiunse a Gesù; solo a partire dal battesimo Steiner parla di «Cristo Gesù». Con la morte in croce dice che l’«entità Cristo» si separò di nuovo dal corpo. Degli eventi successivi alla morte di Gesù Steiner dice: «Quel terremoto scosse la tomba in cui giaceva il corpo di Gesù – e la pietra che la copriva venne scaraventata via e nella terra si aprì una fenditura e il corpo venne accolto in essa. Altre scosse fecero sì che la fenditura con le spoglie di Cristo si richiudesse. E quando la gente arrivò la mattina dopo, trovò il sepolcro vuoto perché la terra aveva accolto le spoglie di Gesù» (R. STEINER, Aus der Akasha-Forshung – Il quinto Vangelo, Dornach, 1975, p. 30). «Con il terremoto si alzò un gran ciclone sulla terra e successe che “cessato il vento, le lenzuola giacevano nel sepolcro, come descritto fedelmente nel Vangelo di Giovanni”» (ibid, p. 211).
Così Steiner interpreta il mistero del Golgota: «Quando a Gesù sulla croce venne aperto il fianco e colò il sangue, il Cristo si congiunse con la terra: “Il colare del sangue dalle ferite del Redentore non rappresentava solo un evento fisico, ma si trattava anche di un evento spirituale”» (Ibid, p. 208). Questo «mistero del Golgota» — afferma Steiner — venne sempre meno interpretato dalla Chiesa nel giusto significato (per Steiner la storia della Chiesa è una storia di decadenza) e solo gli iniziati riuscivano a conservare la corretta conoscenza (gli gnostici sono considerati una élite rispetto ai fedeli). Gli antroposofi stessi si considerano un movimento che porta il vero cristianesimo, quindi gli unici a poter fornire una giusta interpretazione del Mistero del Golgota.

ANTROPOSOFIA E PRASSI

A rendere interessante l’Antroposofia, attualmente, forse non è tanto la visione del mondo, quanto piuttosto la prassi reale: tutto ciò che riguarda l’agricoltura biodinamica, la pedagogia Waldorf e i metodi di cura della malattia. Nell’Antroposofia si vede spesso una risposta alla ricerca di uno stile di vita alternativo.

Agricoltura biodinamica

Una peculiarità di questo metodo – sviluppato da R. Steiner in collaborazione con Günther Wachsmuth, il dott. E. Pfeiffer nel 1921 – è la rinuncia alla concimazione industriale. Al posto del concime artificiale il metodo biodinamico utilizza composti vegetali autoproducentesi. Ciò che distingue questi concimi da quelli comunemente detti “biologici” è la loro preparazione che avviene in appositi in terreni. Le fattorie che si stanno convertendo all’agricoltura biodinamica portano il marchio “Biodyn”.

Pedagogia Waldorf

Nelle scuole e asili nido Waldorf non ci si propone – dicono gli insegnanti – di insegnare antroposofia ai bambini. Ma bisogna fare attenzione poiché la pedagogia Wardorf non può prescindere dalla visione dell’uomo e del cosmo secondo l’antroposofia che fa si che esistano fondamentali rapporti: «L’educazione con la dottrina dell’essenza dell’uomo, e questa con il cosmo, e il cosmo con la storia, e questa, a sua volta, ricollegata con lo specifico destino e corso della vita del singolo. Niente rimane al caso, ogni dettaglio invece determina l’esistenza e questo è ben comprensibile se si segue il pensiero di Steiner». (KLAUS PRANGE, Educazione all’Antroposofia. Presentazione e critica della pedagogia Wardorf, Bad Heilbronn/Obb., 1986, p. 54). In base al pensiero antroposofico, è compito dell’educazione fornire un aiuto alla reicarnazione perché, secondo gli antroposofi, l’uomo non eredita una costituzione predeterminata, piuttosto deve elaborare tutto il corso delle vite terrestri precedenti. Compito degli educatori è quello di favorire uno svolgimento della vita conforme al karma (cfr. ibid, pag. 111). Per quanto riguarda l’insegnamento religioso è Steiner stesso che riconosce la necessità di compromessi: «Il fatto che dobbiamo scendere a certi compromessi, deriva dal conflitto culturale con cui le confessioni religiose si pongono oggi verso il mondo» (Ibid, Programma educativo, p. 342).

La comunità cristiana antroposofica

Di Rudolf Steiner era anche l’idea di formare libere comunità con la funzione di aprire una nuova era nella storia del cristianesimo. Al centro il culto, la messa, la pratica dei sacramenti (però i testi utilizzati non sono pubblicati e quindi non sono generalmente accessibili). La comunità cristiana antroposofica rifiuta una dottrina con chiari limiti e aspira all’unità tra fede e conoscenza, religione e interpretazione del mondo. Il co-fondatore della comunità cristiana antroposofica, Friedrich Rittelmeyer, dopo essersi dimesso da pastore protestante, ne divenne la prima “arciguida suprema”. La comunità cristiana antroposofica ha un ordinamento gerarchico: la direzione è affidata a sei guide, alle quali è preposta una arciguida. Nelle singole comunità i pastori – è questa la denominazione per il prete – sono affiancati da una cerchia di aiutanti.

Il credo

Hanno un credo (che si riduce a un Dio Onnipotente, essere spirituale e fisico, principio dell’esistenza), e anche dei «sacramenti». La fonte della rivelazione è considerata l’opera di Steiner: da questa non derivano dogmi, piuttosto è intesa come un aiuto per una migliore interpretazione della Bibbia. Il “Vecchio Testamento” dell’antroposofia contempla anche i Misteri delle altre religioni: nei culti misterici dell’Oriente, secondo il pensiero antroposofico, si trovano ancora tracce della rivelazione originaria che dopo il peccato originale sono man mano diventate oscure. Melchisedec sarebbe l’incarnazione del più alto iniziato del Sole Manu e i profeti l’incarnazione di quelli che nella loro precedente vita terrestre hanno operato come guide iniziate. I Vangeli vengono spesso visti come “libri di iniziazione” o come “libri mistici che parlano per immagini”.
Tutte le linee preparatorie confluivano nell’evento centrale, dell’uomo Gesù Nazareno, l’incarnazione del Logos come Cristo tra gli uomini. Questo evento è ritenuto momento di svolta per l’umanità e per tutto il mondo. L’uomo sarebbe stato creato come essere spirituale. Il peccato originale era necessario per la storia dell’evoluzione e perciò fu permesso dalla divinità: l’uomo doveva sperimentare la colpa per elevarsi dal livello dell’innocenza naturale a quello ben superiore della santità. La conseguenza positiva del peccato originale fu la conoscenza del Bene e del Male, conseguenza negativa il nascere di avidità, egoismo da cui nacque il materialismo. All’uomo rimane una “malattia del peccato”: a causa del peccato originale l’uomo non ha potuto sviluppare in sé la scintilla del fuoco originario divino e quindi adesso è necessario un processo evolutivo molto lungo.

L’evento Cristo

L’incarnazione è un momento centrale per la storia dell’evoluzione e non per la storia della salvezza: rappresenta la svolta dalla materializzazione alla rispiritualizzazione. Cristo ha preso su di sé il karma comune dell’umanità e delle forze cosmiche e lo ha espiato con il proprio sacrificio. In forza di tale evento l’uomo è stato sollevato dalla colpa ed è solo più soggetto al proprio karma individuale. Il perdono dei peccati individuali attraverso il Mistero del Golghota viene rifiutato per motivi pedagogici.

CONCLUSIONE

Antroposofia e cristianesimo sono incompatibili. Dio non è un Dio trascendente, uno e trino. Nonostante la rilevanza data da Steiner all’«evento Cristo» e al «Mistero del Golgota», per lui Gesù Cristo non è l’unico figlio dell’unico Dio, ma è un’«entità» complessa. Al posto della Redenzione si sostiene l’idea della reincarnazione che è il contrario del messaggio biblico della speranza nella Resurrezione dei morti e del compimento definitivo della storia.
La “scienza umanistica” di Steiner è considerata una “conoscenza superiore” o “più profonda” rispetto ad altri modi di conoscenza, anche rispetto alla fede della Chiesa. Steiner rimane sempre l’autorità assoluta con la pretesa di annuciare una verità oggettiva che sarebbe contenuta nelle Akasha-Chronik. In molte prefazioni di redazioni è scritto: «Stampato per gli appartenenti alla libera università delle scienze Goetheanum. A nessuno che non abbia acquisito in questa scuola le pre-conoscenze autorizzate dalla stessa o in un altro modo, sempre autorizzato dalla scuola, è concesso un giudizio di competenza sui testi. Altri giudizi vengono rifiutati perché gli autori dei testi non sono disposti a nessuna discussione con chi li giudica» (J. BADENWIEDEN, Anthroposophie, Konstanz, 1985, p. 216 ss). ?