Sukyo Mahikari

di ANDREA MENGOTTO

Sûkyô Mahikari rappresenta un esempio interessante di espansione di un movimento giapponese – che presenta elementi derivati dallo scintoismo, dal buddhismo, dalla religiosità popolare giapponese e anche dall’esoterismo occidentale – che è cresciuto in modo silenzioso in diversi paesi del mondo, oggetto di rarissimi studi – tra cui quello di Massimo Introvigne, Sûkyô Mahikari (Elle Di Ci, Leumann [Torino] 1999, che fa parte della collana Religioni e Movimenti: http://www.cesnur.org/recens/rel_mov.htm) – e quasi mai dell’interesse della stampa. Di seguito riproduco – leggermente modificata – la scheda ad esso dedicata della Enciclopedia delle Religioni in Italia, curata dal CESNUR per i tipi della Elle Di Ci (Leumann, Torino) 2001, a cui ha collaborato anche il sottoscritto (per una presentazione dell’opera si veda l’URL http://www.cesnur.org/2001/enciclopedia.htm ).

Yoscikazu (che prenderà più tardi il nome di Kôtama) Okada (1901-1974) nasce ad Aoyama nel 1901. Erede di una famiglia di antiche tradizioni militari, a sedici anni entra all’Accademia Militare e a diciotto anni nella Guardia Imperiale. Partecipa alla guerra contro la Cina occupandosi prevalentemente di logistica e di trasporto di materiali (le accuse di avversari del movimento secondo cui sarebbe stato coinvolto in crimini di guerra non sono mai state provate). Nel 1938, tornato in Giappone in seguito a una malattia, è vittima di una rovinosa caduta da cavallo. I postumi di questo incidente nel 1941 lo costringono a lasciare la carriera militare. Diventa un uomo di affari di successo, ma nel 1945 le sue fabbriche sono completamente distrutte da un bombardamento americano. Ridotto quasi in miseria, intensifica la devozione religiosa, che non aveva mai abbandonato, e studia un ampio spettro di religioni giapponesi.

Nel 1959 – mentre è in preda a una forte febbre – ha una profonda esperienza spirituale (simile a quelle che in Occidente sono definite “esperienze di prossimità alla morte”) e riceve, il 27 febbraio, la prima di un gran numero di rivelazioni dal Dio Creatore, più tardi raccolte nel Goseighen (“Libro delle Sacre Rivelazioni”). Dio gli comanda di diffondere i divini insegnamenti, e il 19 giugno 1959 tiene a Tokyo il primo corso a un piccolo gruppo di discepoli che lo acclamano con il nome di Sukuinuscisama (“Grande Salvatore”). Il 28 agosto 1959 fonda un’associazione chiamata Yôkôsci-no Tomô Kai (“Associazione dei Figli dell’Aurora”), al cui nome saranno più tardi premesse le lettere L.H. (abbreviazione di “Lucky and Healthy”, “fortunati e sani” in inglese). Nel 1960 i discepoli sono solo una cinquantina, ma crescono rapidamente a Tokyo e in numerose altre città giapponesi. Nel 1963 per coordinare le attività dei vari centri è fondata una struttura giuridica, l’associazione religiosa Sekai Mahikari Bunmei Kyôdan (“Chiesa Mondiale della Civiltà della Vera Luce”). Il successo nazionale inizia con la partecipazione di Okada, nel 1968, a un talk show televisivo che suscita grande interesse. Sono promosse le prime missioni all’estero, negli Stati Uniti e in Francia. Nel 1973 Okada visita la missione francese e Roma, dove si incontra con Papa Paolo VI (un incontro considerato di grande significato per Mahikari, che ricorda ancora oggi in questa visita l’unione fra il mondo degli spiriti divini dell’Oriente e dell’Occidente). Provato dai viaggi e dagli sforzi per trasformare una piccola cerchia amicale in movimento internazionale, Okada muore il 23 giugno 1974.

Come è avvenuto per molti altri movimenti giapponesi, la questione della successione si rivela di difficile soluzione. Sia la figlia adottiva del fondatore, Koko Sacikò Okada, detta Keisciu (“gioiello benedetto”), sia l’imprenditore di Tokyo – e stretto collaboratore di Okada – Sakae Sekiguchi (1909-1994) ritengono di avere ragioni per proclamarsi successori del maestro. Diversi tentativi di comporre amichevolmente la disputa falliscono, e altri dirigenti ne approfittano per fondare piccole organizzazioni scismatiche. L’elezione di Keisciu Okada come nuovo legale rappresentante dell’associazione Mahikari è contestata da Sekiguchi in tribunale. Qui, dapprima nel 1975 i giudici propongono un compromesso (Keisciu Okada rimane rappresentante legale dell’associazione, mentre a Sekiguchi va il titolo spirituale di “Oscienuscisama”, “Maestro degli Insegnamenti”), poi nel 1977 attribuiscono entrambi i ruoli a Sekiguchi. Keisciu Okada presenta appello e, prima della decisione di appello, una transazione è raggiunta nel 1982. Il nome Seikai Mahikari Bunmei Kyôdan rimane alla fazione di Sekiguchi, mentre il gruppo diretto da Keisciu Okada può utilizzare il nome Mahikari nel quadro della denominazione Sûkyô Mahikari. Le due parti discutono ancora oggi sull’interpretazione della transazione, ma nel 1982 l’accordo consacrava una situazione di fatto. La maggior parte dei centri giapponesi ed esteri godevano di autonomia legale, e nella grande maggioranza avevano deciso di seguire Keisciu Okada. A Sekiguchi rimaneva il controllo della sede centrale di Tokyo e di pochi altri centri. Oggi, Seikai Mahikari Bunmei Kyôdan diretto – dopo la morte di Sakae Sekiguchi nel 1994 – da suo figlio primogenito Katsutoshi Sekiguchi conta centomila fedeli nel mondo, e non è presente in Italia. Sotto la guida di Keisciu Okada, cui i fedeli attribuiscono il titolo di Oscienuscisama, Sûkyô Mahikari ha consolidato le sue posizioni in Giappone e iniziato un’espansione mondiale. Oggi conta circa settecentomila fedeli. Un avvenimento di particolare importante è stata l’inaugurazione del Tempio Mondiale, Suza, considerato il luogo stesso della creazione del mondo a Takayama, nella prefettura di Gifu, oggi circondato da altre strutture (la sede mondiale del movimento, una clinica, un museo). Una presenza di Sûkyô Mahikari esiste in numerosi paesi del mondo, con un successo particolare in alcuni paesi dell’America Latina, dei Caraibi e dell’Africa, in Australia e nell’Europa Latina. In Italia – che dipende dal centro regionale per l’Europa e l’Africa, che si trova in Lussemburgo – il movimento è arrivato dalla Francia nei primi anni 1980; sono state conferite oltre tremila iniziazioni, mentre i membri attivi sono duemila.

Come altri movimenti giapponesi, Sûkyô Mahikari si presenta come sintesi di monoteismo, politeismo e panteismo. È fondamentalmente monoteista, se si considera la sua insistenza sull’unicità del Dio Creatore il cui nome è Su, che – prima dell’umanità – ha emanato diversi ordini di divinità. Le persone umane abitano la terza delle sette dimensioni dell’universo e sono composte di un corpo fisico, uno astrale e uno spirituale. Alla morte, lo spirito (composto dai corpi spirituale e astrale) lascia il corpo fisico e – dopo un certo periodo di tempo – entra nel mondo astrale, dove dovrà rimanere nel luogo che corrisponde al suo livello (l’“Inferno” è la parte più bassa del mondo astrale) e percorrere un tirocinio di purificazione prima di reincarnarsi. Quando la morte è stata violenta, lo spirito può rimanere a lungo sul luogo dell’incidente, disturbando i passanti. Dopo la creazione delle cinque razze primordiali – Sûkyô Mahikari insiste sull’unità della famiglia umana – Dio governa la Terra. Tutti gli uomini sono puri, buoni e devoti a Dio; per contro, le risorse materiali e il progresso tecnico non sono pienamente sviluppati. Dio (Su) decide allora di dare agli uomini il desiderio del potere, del dominio terreno e dell’amore. Per permettere alle relative risorse di svilupparsi pienamente, Dio mette fine al tempo delle Divinità della Giustizia e fa iniziare l’epoca delle Divinità dell’Indulgenza. Così, le risorse terrene si sviluppano, ma a spese della giustizia e dell’onestà. Gli ammonimenti di messaggeri divini – fra cui Mosé e Gesù Cristo (entrambi si sarebbero formati in Giappone, dove Gesù, sfuggito alla crocifissione, sarebbe poi tornato e dove sarebbe morto all’età di 118 anni) – sono seguiti soltanto per breve tempo. Finalmente nell’anno 1962 comincia la nuova epoca del Battesimo del Fuoco, e le Divinità della Giustizia cominciano a riprendere il loro posto originario. È questa l’epoca in cui – provvidenzialmente – la “Luce di Verità” (mahikari) è resa disponibile agli uomini attraverso la pratica dell’okiyomè. Qui, la “Luce” è irradiata levando la mano in direzione della fronte, il “punto otto”, e quindi delle altre parti del corpo umano. L’aiuto che se ne ricava è sia fisico sia spirituale; può giovare anche agli animali, alle piante, al cibo e perfino a oggetti inanimati come macchine o automobili. Chiunque può ricevere la “Luce”; essa può essere trasmessa da chi abbia completato un corso di tre giorni e porti un oggetto sacro, omitamá, normalmente sorretto da una collana. L’okiyomè comprende normalmente la recita della preghiera Amatsú Norigotó, considerata molto efficace anche se recitata da sola. Gli insegnamenti di Mahikari spiegano che l’ottanta per cento dei mali dell’umanità sono problemi di reiscio, causati da spiriti perturbatori (o anche da spiriti di antenati che intendono attirare l’attenzione dei loro parenti sull’importanza di installare e mantenere in modo appropriato in casa un altare degli antenati, e comunque coltivare il loro ricordo). L’okiyomè risolve questi problemi, ma è anche visto come un aspetto del rinnovamento del mondo nell’epoca del Battesimo del Fuoco. L’organizzazione Sûkyô Mahikari – con i suoi centri chiamati dôjô (più grandi) e okiyomescio (più piccoli) – sta preparando, dopo gli eventi apocalittici inevitabilmente collegati al Battesimo del Fuoco, una nuova epoca sacra nella quale le Divinità della Giustizia e quelle dell’Indulgenza saranno nuovamente unite in una “croce” nel giusto ordine. Sûkyô Mahikari rimane – con le sue origini, le sue dottrine, la sua visione del futuro del mondo – un’organizzazione essenzialmente giapponese, che non ritiene di avere bisogno (al contrario di altri movimenti) di rinunciare alla sua eredità nipponica per inculturarsi in Occidente. I valori giapponesi sono infatti affermati come valori universali.

È possibile essere cristiani e partecipare a Mahikari?

No. Gli insegnamenti di Okada sono contrari al Cristianesimo, sia perché predicano l’esistenza di molte divinità, sia perché negano la morte e resurrezione di Gesù, del quale si dice – ripetendo una leggenda giapponese – che, sarebbe scampato alla crocifissione, che sarebbe invece toccata al fratello, mentre Lui sarebbe morto in Giappone a Herai (dove la sua presunta tomba viene mostrata ai pellegrini) alla veneranda età di 118 anni.

Mahikari è una tecnica di guarigione?

Lo è per gli adepti, secondo cui la “Luce di Verità”, irraggiata dalle loro mani, favorirebbe il benessere di uomini, animali, piante e persino oggetti inanimati. Si tratta di una tecnica molto simile al Reiki – pure di origine giapponese – e alla pranoterapia, due pratiche che hanno origine dall’occultismo.

Mahikari è una religione?

Parlando di sé, Sukyo-Mahikari non si presenta come una religione, ma solo come una organizzazione internazionale che cerca di favorire e migliorare il rapporto degli uomini, di qualsiasi credo religioso, con “Dio”. Tuttavia Mahikari possiede precise convinzioni sulla creazione dell’universo e sulla vita oltre la morte (fra cui l’idea, condivisa con altre religioni orientali, e respinta dal Cristianesimo, della reincarnazione). In più, i fedeli di Mahikari tengono in casa dei piccoli altari per le offerte agli spiriti dei propri antenati (il che è idolatria e spiritismo) e, tra gli insegnamenti si trova quello secondo cui gli spiriti maligni possono essere dei parenti defunti che maledicono i propri famigliari e su di loro possono vendicarsi se non vengono aiutati con cerimonie appropriate.

Tutto ciò, compreso il fatto che l’Omitama – portato al collo – deve essere “purificato” in caso di smarrimento, solo a fatica si potrebbe definire non religioso. Alcuni studiosi dicono che ci troviamo in presenza di un nuovo movimento religioso di origine orientale, che mescola temi tratti da un certo mondo buddhista a temi cari all’ambiente dello Shintoismo, l’antica religione giapponese.